BRESCIA – Comizio Berlusconi, Galletti (Cgil): società elitaria

0

A distanza di una settimana, la manifestazione bresciana di Silvio Berlusconi continua ad animare il dibattito politico. Prendendo spunto anche da dichiarazioni fatte da esponenti del centrodestra (che hanno inserito la Cgil nell'”accozzaglia” di forze che sabato hanno contestato Berlusconi), mi permetto di fare alcune considerazioni – dice Damiano Galletti, segretario generale della Cgil di Brescia. Il merito della manifestazione di Berlusconi, innanzitutto, diventata tale dopo la sentenza (di secondo grado) per evasione fiscale subita dal leader del Pdl.

Berlusconi a BresciaAlcuni la spacciano oggi come manifestazione elettorale a sostegno del sindaco Paroli: può darsi, ma negare che il tratto dominante della manifestazione sia stato in realtà un raduno “contro le sentenze delle toghe rosse” è un’offesa alla verità e al sentire comune. Chi ha contestato, ed erano tanti, è sceso in piazza mosso dall’indignazione. Al mattino con un presidio davanti al tribunale promosso da diverse associazioni (tra le quali la Cgil) a difesa della giustizia uguale per tutti e dell’autonomia della magistratura, al pomeriggio in modo spontaneo in piazza Duomo. C’erano bandiere di alcune forze politiche? Qualcuna – continua Galletti – ma questo non significa che la protesta fosse organizzata.

Damiano Galletti segretario generale Cgil Brescia
Damiano Galletti segretario generale Cgil Brescia

Si può discutere se la contestazione di manifestazioni altrui sia cosa saggia ma è opportuno ricordare che ogni manifestazione di piazza corre questo rischio. In alcune occasioni, anche al sindacato è capitato di subire contestazioni. Leggo di tante prese di posizione contro “la gestione disastrosa dell’ordine pubblico”. Ogni cosa si può fare meglio, è indubbio, ma chi ha criticato (a destra e sinistra) ci ha lasciato un dubbio: quali erano le alternative? Una “zona rossa” modello Genova 2001, o la spunta “lombrosiana” all’ingresso della piazza per distinguere i sostenitori dai contestatori? Davvero sarebbe stato meglio, o al contrario tali gestioni avrebbero alimentato tensioni più gravi?

Di episodi brutti sabato ve ne sono stati, non molti fortunatamente – dice – e tutti peraltro fuori da piazza Duomo, stante almeno alle cronache dei quotidiani. Sabato mi ha colpito molto lo striscione comparso in piazza “Perché avete tanta paura della giustizia?”. La risposta a questa domanda potrebbe suggerire strade inedite: dire del perché in tanti c’è una crescente indignazione, del disagio sociale sempre più diffuso, del senso di ingiustizia che molte persone avvertono (insieme al senso di impunità per altri).

Sono le crescenti disuguaglianze, uno Stato sociale sempre più sotto attacco anche a causa di un’evasione fiscale insostenibile, una democrazia a rischio svuotamento (nella quale anche l’insulto alla magistratura diventa legittima opinione politica) che devono preoccuparci. La voglia di piazza senza fischi, o lo scontro politico che può svolgersi solo negli studi televisivi – conclude il segretario – nascondono al contrario l’idea di una società sterilizzata (o, peggio, narcotizzata) e di una democrazia elitaria, incapace di riconoscere il reale e di comprenderne la complessità.