VARANO (PR) – Trionfo di Asimotoshow, la vetrina dei motori fa centro

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Si è conclusa con la parata dei campioni la dodicesima edizione dell’Asimotoshow, il raduno internazionale di moto d’epoca, che anche quest’anno ha visto presenti nella Motor Valley parmense il fior fiore del collezionismo motociclistico italiano ed europeo. Da ricordare infatti la presenza molto qualificata di un gruppo di trenta motociclette francesi guidato da Claude Scalet che hanno raccontato la storia della moto d’oltralpe, dell’Amicale Spirit of Speed, del Team austriaco Stephan Friedl, della collezione Tomos, la velocissima moto slovena e di numerosi collezionisti provenienti da vari paesi europei.

L’ultima giornata ha visto gremite le tribune del Riccardo Paletti di Varano de’ Melegari, che ancora una volta si è dimostrato l’impianto più adatto a questo genere di manifestazione, che  non prevede nulla di  competitivo, ma che nel contempo consente ai campioni e a chi campione non è, di vivere intense emozioni con tutta la sicurezza che solo la pista sa dare. Asimotoshow è il banco di prova che consente anche di dimostrare l’efficienza di questi mezzi e a Varano se ne sono visti veramente di ogni età e foggia, dalla Peugeot del 1901 alle potentissime moto da competizione degli anni ’80.

Parata campioni AsiDomenica 12 maggio la manifestazione è vissuta sulle consuete 15 batterie, che hanno visto in pista oltre 600 moto, le stesse che il venerdì e sabato avevano potuto dimostrare la loro “vivacità”. A seguire erano previsti tre eventi che in crescendo hanno entusiasmato il pubblico: 40 anni fa, il 20 maggio 1973, perdevano la vita sul circuito di Monza due tra i più amati campioni delle due ruote, Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, che sono stati ricordati con un versus di moto dell’epoca, guidate dal figlio di Pasolini, Renzo jr., da Eugenio Lazzarini pluricampione mondiale e da Chas Mortimer, che quel giorno era in gara a Monza, con i due sfortunati campioni. E’ seguita una parata di oltre 30 Harley Davidson in occasione dei 110 anni di fondazione della Casa di Milwaukee, guidate da pittoreschi centauri in abbigliamento anni 20-30, le versioni militari erano pilotate da signori e signore in divisa USA mentre chiudevano la sfilata le tradizionali versione Police.

La parata dei campioni ha poi concluso la manifestazione, con le illustri presenze di sei campioni del mondo e di un nutrito numero di campioni europei e nazionali provenienti da USA, Gran Bretagna, Venezuela, Francia, Slovenia, Argentina, Irlanda ecc. Molti tra loro erano in sella alle moto che hanno portato alla vittoria Phil Read, Carlos Lavado, Marco Lucchinelli, Pier Paolo Bianchi, Eugenio Lazzarini e l’americano Freddie Spencer, tutti vincitori di Campionati del Mondo, accompagnati in pista da piloti di livello assoluto quali Paolo Campanelli, Pier Francesco Chili, Roberto Gallina, Gian Franco Bonera, l’immancabile Sammy Miller, Chas Mortimer, Jean Francois Baldè, Sophie e Tony Smith, Jean Claude Castella, Vittorio Zito, Remo Venturi, Paolo Binarelli, Sergio Bongiovanni, Augusto Brettoni, Fosco Giansanti, Francesco Guglielminetti e Marco Dall’Aglio. L’esibizione ha assunto toni non agonistici, ma certo spettacolari, con “pieghe” di gran classe malgrado l’età dei mezzi, che hanno entusiasmato il pubblico.

I commenti raccolti tra gli spettatori sono stati lusinghieri, sia tra gli appassionati, sia tra chi era  a Varano per la prima volta. 600 piloti, 1000 moto, 60 batterie disputate , 40 campioni in esibizione e oltre 10.000 spettatori  nei tre giorni, queste le cifre di quest’edizione. Circa l’affluenza del pubblico va tenuto conto che Varano è una piccola città di 2.300 abitanti e perciò la maggior parte del pubblico ha dovuto spostarsi per assistere allo spettacolo. L’ASI, organizzatore in prima persona di questa manifestazione, che è una delle più importanti del circuito europeo, attraverso questo evento crede fermamente  che offrire eventi di questa portata, con l’esposizione di così tanti motocicli statici e in movimento, sia il miglior modo per fare cultura e per incentivare il desiderio di conservare mezzi storici, testimoni della genialità dell’uomo.