BAGNOLO MELLA – Gloria Baresi “quando la speranza si accende difronte al buio”

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Il ciclo di tre serate con il quale il Comune di Bagnolo Mella (attraverso lo specifico impegno degli assessorati alla cultura e ai servizi sociali) vuole riservare alla sacralità della vita e ad una significativa riflessione sul suo valore proseguirà questa sera, sempre alle ore 20.30 nella Sala Monsignor Piozzi.

gloria baresiL’incontro dedicato a Gloria Baresi, insegnante trentaduenne all’asilo nido che ha raccontato nel suo secondo libro, “Il buio in un secondo” (edito da Marco Serra Tarantola), la sua storia personale di mamma che scopre la malattia rara che affligge il figlio. Dopo il successo della prima opera, la Baresi ha saputo raccontare in modo diretto e naturale le sensazioni, le emozioni e le sfide che affollano il cuore di una mamma quando si rende conto di una simile situazione che cambierà inesorabilmente la sua vita e quella dei suoi figli.

Di fronte all’impatto con una malattia rara in un solo istante sogni, desideri e progetti si fanno da parte e arriva il buio, quel buio che sembra lasciare spazio solo alle paure e alle delusioni che, però, non hanno assolutamente l’ultima parola. Infatti il messaggio della Baresi (vincitrice del premio nazionale “Fulvio Aglieri”, classificata ai primi posti del concorso “I pensieri della buonanotte” e tra i finalisti del “Premio Ibiskos” e del premio nazionale “Giovane Holden”) non è un semplice grido di dolore, ma, al contrario, è un indomabile invito alla speranza, a non mollare mai e a proseguire nel proprio cammino, magari con la forza speciale trasmessa dal sorriso del proprio bambino altrettanto speciale. Perché se è vero che per un istante tutto diventa buio, è altrettanto innegabile che dietro questa siepe che oscura tutto c’è il sole.

Ed è proprio questo il valore che emerge leggendo il racconto, sentito e coinvolgente, scritto con tratto scorrevole e piacevole, di Gloria Baresi, che prende spunto dalla malattia del proprio figlio per cercare di combattere il sistema e questo stesso mondo che ha paura della disabilità, la emargina in un angolino come a volerla dimenticare e sfuggire. La disabilità, invece, non rappresenta un mondo a parte, è più semplicemente una parte del mondo. Un’osservazione che dev’essere presa come punto di riferimento di un impegno costante e senza esitazioni per fare in modo che un bambino malato venga considerato speciale per quello che è e riesce a dare e non “speciale” solo perché diverso da tanti altri.

La storia che la Baresi, residente con la propria famiglia a Ghedi, racconta vuole essere un inno alla vita (anche contro la malattia e a tutela delle persone che devono fare i conti con la malattia) e un incitamento alla speranza per tutte le famiglie che hanno “figli speciali”, bambini che devono crescere secondo i loro sogni e i loro desideri, senza venire bloccati ed emarginati da un sistema che vorrebbe perfino scordarsi della loro esistenza. In una società dove troppo spesso si esalta il culto dell’abilità, la disabilità può e deve diventare una ricchezza preziosa per raggiungere traguardi di grande valore, che possono venire oscurati dalla “normalità”. E’ questo uno splendido inno alla vita nel suo valore più alto, una serata coinvolgente e ricca di significato.