SINGEN (GER) – Mirko Celestino 8° salva la prestazione dell’Avion Axevo

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L’Avion Axevo Mtb Pro Team torna dalla trasferta europea in Germania con l’amaro in bocca. Il migliore al traguardo è ancora una volta il capitano Mirko Celestino al quale però non basta la rimonta di posizioni nel finale per chiudere vicino ai migliori. “Il percorso e l’altimetria ingannavano – ha commentato Mirko al traguardo – due giri dell’anello di gara non erano per nulla facili, soprattutto con il terreno così pesante.

Mirko Celestino arrivato ottavo
Mirko Celestino arrivato ottavo

Oggi il tracciato ha fatto le sue ‘vittime’ ed un’inesorabile selezione. Ho fatto tutta la gara ad inseguire – conclude Mirko – nella seconda parte di gara ero riuscito a recuperare parecchie posizioni ma nel finale mi è mancata la lucidità per chiudere come piace a me. La stagione è appena iniziata. Ci riproveremo subito, alla prossima occasione”. Non solo il tracciato a fare selezione. Anche la sfortuna ci mette lo zampino.

“Davvero un peccato buttare via la gara così – ha detto Luca Ronchi ritirato a seguito della brutta caduta dopo soli 20km di gara – ero nel gruppo di testa e stavo benissimo. Ovvio che è impossibile ora dire come sarebbe andata a finire, ma riuscivo a tenere bene il passo dei battistrada fino a quando ho dovuto rischiare un sorpasso per evitare che Sauser e Lakata scappassero in discesa e a seguito della gran botta ho dovuto arrendermi”.

Parte bene anche Cristian Cominelli che alla prima tornata di 49 km transita in quinta posizione prima di spegnersi nel corso della seconda e chiudere in 29esima al traguardo. “Non essendo uno specialista delle marathon mi sono giocato subito tutto – ha detto Cristian – nella speranza di poter rispondere al ritmo alto imposto dai battistrada e per poter dare una mano alla squadra se ce ne fosse stato bisogno”.

Sfortunato anche Giacomo Antonello che, transitato in 23esima posizione, è costretto al ritiro quando mancavano 30km al traguardo a causa della rottura del forcellino del cambio. “Avrei potuto chiudere dignitosamente il mio primo europeo marathon – ha detto Giacomo – mancava davvero poco al traguardo ma ero troppo lontano dall’area tecnica per poter pensare di riparare”.