BRESCIA – Hanno gettato la spugna il 6,8% dei giovani imprenditori

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La crisi ha falcidiato l’imprenditoria giovanile bresciana: tra il 2011 e il 2012 sono 1.226 i bresciani under 40 ad aver gettato la spugna. Un calo del -6,8% sui 16.896 imprenditori 1artigiani con meno di quarant’anni con la carica d titolare, socio, amministratore, o altro.

Tra i giovani colpiti dalla grande recessione vi sono quelli che hanno scelto di fare impresa e per Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Unione di Brescia, servono «risposte concrete da parte del Governo, del Parlamento e della politica tutta. La scomparsa di tanti giovani imprenditori è causata dalla crisi, ma anche da un sistema Paese che è ostile al fare impresa. Siamo penalizzati dall’enorme costo del lavoro, dalla burocrazia che costa in Italia alle imprese 31 miliardi l’anno, dal costo del denaro, dalla carenza delle nostre infrastrutture, da un fisco oppressivo. Dobbiamo renderci conto che in Italia, se muoiono le azieende, muore l’intera nazione. E ancora peggio, se a chiudere sono i giovani imprenditori, si chiude la porta al futuro».

In pratica, i ‘capitani’ under 40 delle piccole imprese bresciane sono 9.684: il 57,3% dei giovani imprenditori bresciani. Una cifra che ha visto una brusca discesa, appunto, di 1.126 unità tra il 2011 e il 2012, segnando una variazione percentuale negativa del 6,8%.

I dati emergono dall’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile realizzato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla Convention nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato tenutasi a Roma nei giorni scorsi.

Secondo l’Osservatorio di Confartigianato, nonostante tutto, l’Italia rimane sul gradino più alto del podio europeo per numero di imprenditori e di lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni: sono 1.736.400, contro 1.319.700 del Regno Unito; la Polonia ne conta 1.046.100, mentre la Germania si ferma a 959.100.