CAPO DI PONTE – Schiaffi in classe ai bambini, una maestra finisce a processo

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Sul banco degli imputati la maestra della scuola elementare Pietro da Cemmo di Capo di Ponte Aurelia Antonella Capozzo, accusata dal pm Ambrogio Cassiani di aver maltrattato i suoi alunni con schiaffi, scappellotti, tirate di orecchie e di capelli, lanci di astucci, punizioni sproporzionate. Magari per un accento messo al posto sbagliato o per un’acca dimenticata.

V MaestraLa vicenda risale a febbraio 2012: i genitori di alcuni bimbi si erano recati dai Carabinieri per sporgere denuncia e il pm decide di approfondire la cosa. Decide quindi di inserire in classe una telecamera nascosta, con la conseguenza che il modus operandi della maestra finisce, indelebile, su un nastro. Non appena gli scappellotti iniziano la volare la donna, 55enne residente a Cemmo, viene arrestata nel corso delle lezioni. Dopo un periodo di custodia cautelare in carcere, la donna è stata agli arresti domiciliari ed ora si trova in stato di libertà.

L’udienza dei giorni scorsi ha però visto come protagonisti i testimoni, tra cui numerosi genitori e gli investigatori che si sono dedicati al caso: il giudice Giovanni Pagliuca ha raccolto i racconti anche delle piccole vittime. I difensori dell’imputata, gli avvocati Ennio Buffoli e Luisella Savoldi, hanno puntato molto sui tempi delle denunce, sui modi con cui le notizie dei maltrattamenti si sono diffuse. Il prossimo 24 giugno sarà la volta dell’imputata: la maestra si sottoporrà all’esame del pm, della parte civile, rappresentata dall’avvocato Marco Agosti, e dei suoi stessi legali, per narrare la sua versione dei fatti. Ha chiesto di poterlo fare con il supporto delle immagini che la inchiodano.