BRESCIA – Nuovo negozio cinese in centro: Forza Nuova fa un presidio

0

Oggi pomeriggio, domenica 5 maggio, Forza Nuova ha organizzato un sit-in davanti a un negozio cinese di prossima apertura, in via Crocifissa di Rosa, a pochi passi dal centro storico di Brescia. Ha spiegato le motivazioni dell’attività il candidato sindaco per il movimento Pierantonio Penocchio.

Forza Nuova contro cinesi“Siamo qui per sottolineare la gravità di un’invasione straniera, e cinese in particolare, che sta letteralmente conquistando la nostra città, una via alla volta, un negozio alla volta. Nel 2012 in Italia sono state chiuse 25mila imprese italiane, mentre 13mila immigrati hanno aperto una nuova attività: vogliamo capire perché i nostri commercianti sono costretti a chiudere e a fare la fame, mentre quelli stranieri riescono ad aprire ovunque, spesso con finanziamenti che non si capisce bene da dove arrivino. Senza contare le precarie condizioni igieniche di kebab e centri massaggi, la dispersione finanziaria provocata dai money transfer o le stesse condizioni precarie dei lavoratori”.

Alla domanda “quale soluzione” Penocchio ha risposto così. “In questo momento riteniamo che la priorità vada data al lavoro italiano e alle imprese bresciane, che ad oggi sono strozzate da una pressione fiscale tra le più alte in Europa. Le nostre proposte, tutte incluse nel programma di Forza Nuova per le comunali 2013 consultabile sul sito internet, sono nette: creazione di una moneta comunale parallela e di una banca comunale per rianimare l’economia; chiusura degli sportelli Equitalia e diminuzione della pressione fiscale competente al Comune; controlli a tappeto nelle attività gestite da stranieri; incentivi fiscali ai giovani italiani che aprono un’attività in centro storico”.

Conclude l’ex lavoratore della MAC, in mobilità da quest’anno con altri 83 operai. “Mentre i nostri imprenditori fuggono, oppure preferiscono cercare una manodopera meglio sfruttabile all’estero, oggi abbiamo voluto esporre uno striscione chiaro e provocatorio fino a un certo punto: Delocalizziamo i cinesi!”.