BRESCIA – AplusB apre la mostra “Between signs and measure”

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Sabato 4 maggio, presso AplusB, verrà inaugurata la mostra “Between signs and measure”, che presenta una serie di opere realizzate appositamente per questo appuntamento da Marco La Rosa e Nazzarena Poli Maramotti.

MLR_NPM_mail1Marco La Rosa e Nazzarena Poli Maramotti presentano un incontro che scaturisce dalla tensione tra vicinanza e distanza aperto a comuni riflessioni che hanno luogo nella pratica di ogni artista. Marco La Rosa (1978, vive e lavora a Brescia), è un artista che predilige la forma scultorea ed installativa, mentre l’indagine di Nazzarena Poli Maramotti (1987, vive e lavora a Norimberga) avviene in forma pittorica. Partendo dalla comune considerazione dell’importanza nel processo produttivo della progettualità e della indeterminatezza, continuando poi la riflessione sul gesto e sul segno nella pratica pittorica, e sull’utilizzo di uno spazio che viene trasfigurato grazie al sublime, i due artisti hanno realizzato un serrato ed approfondito confronto divenuto una rincorsa dell’uno verso l’altro.

La circolarità dialogica si è incarnata nella produzione di opere che nascono e vivono in simbiosi e hanno come punto di partenza la ricerca pittorica di Nazzarena Poli Maramotti che guarda ai grandi spazi ed alla storia dell’arte, in particolare agli affreschi del Tiepolo, la cui sopravvivenza iconografica di cui si fa carico ha un carattere fortemente segnico. In risposta l’opera di Marco La Rosa agisce sullo iato tra gesto e segno dilatandolo quanto più possibile con la libertà lasciata ad un oggetto meccanico (un flessibile) di incidere per un tempo determinato (quello di un caffè) una lastra di piombo adagiata a terra.

Un secondo gruppo di opere riflette sullo spazio dell’agire dell’artista ed enfatizza la scelta del medium ed il suo potenziale poetico acquisito dalla storia. Per Nazzarena si tratta dello spazio tradizionale della tela, all’interno del quale riflette con segno, composizione e misura. Marco risponde con una riflessione sul vuoto/pieno, inteso come a priori della scelta di occupare un luogo per caratterizzarlo linguisticamente, colando cemento e gesso alabastrino su tele dalle medesime dimensioni, proponendo nuovi ed ulteriori spazi affrontati ed interpretati da Nazzarena.