ALTO GARDA – Rovinano coltivazioni: i cinghiali saranno abbattuti

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Il 98% degli esemplari presenti nell’Alto Garda saranno abbattuti: questo quanto deciso da Brescia per ovviare al problema delle coltivazioni distrutte, dei pascoli devastati e delle attività economiche danneggiate.

La Provincia e la Comunità Montana hanno infatti predisposto un piano per il contenimento del cinghiale, animale non autoctono, al fine di eradicarne la specie. Il protocollo è stato siglato lo scorso 19 aprile e ha suddiviso il territorio tra Gardone Riviera e Limone, vasto circa 27mila ettari, in due zone: una, a lago, di competenza della Provincia ed una, montuosa, che comprende il parco naturale e la foresta demaniale.

gARDA CINGHIALIIn modo particolare, nella zona a lago i cacciatori, da ottobre a dicembre, potranno ricorrere al metodo della braccata e della girata, mentre nel restante periodo dell’anno la polizia provinciale metterà in campo interventi di contenimento. Nella zona montuosa, invece, si cercherà di ridurre la densità dell’animale mediante abbattimento degli stessi da parte del personale parco, mediante operatori formati ed autorizzati, o da parte della polizia provinciale. Trattandosi di una riserva naturale, infatti, la caccia in quella zona non è ammessa, ma in accordo con Ersaf, l’ente regionale che gestisce l’area, è stato individuato un metodo alternativo finalizzato appunto all’abbattimento.

Il presidente della Provincia Daniele Molgora s’è detto fiducioso circa l’efficacia del protocollo per porre fine all’annosa questione, giacché la presenza del cinghiale non è compatibile con l’attività turistica né con la conservazione degli habitat tipici dell’Alto Garda.
In realtà non si procederà alla totale eradicazione del cinghiale: per non scontentare i cacciatori, un margine di presenza degli animali nella zona sarà tollerato. Ora si resta in attesa degli auspicati risultati.