Sparatoria a Palazzo Chigi. Squilibrato o disperato?

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Ora inizieranno le polemiche. Chiedo scusa: sono già iniziate.

sparatoria-palazzo-chigi-foto-10-420x280I politici a dire che è colpa di chi spara sempre ad alzo zero sulla casta, come si è già affrettato a dire Alemanno, il sindaco spalatore della nevicata romana che ha fatto ridere il mondo intero.

Le persone serie a dire che – forse – i segnali che qualcosa era nell’aria c’erano da tempo. Lo ripeto spesso, che non vorrei fare come La Malfa padre. Il quale le indovinava quasi tutte e poi diceva sempre che l’aveva detto.

Ma la verità è proprio questa: l’avevo scritto quasi un anno fa – e con me colleghi ben più blasonati – che tirava una brutta aria, che dovevamo stare attenti perché era “un attimo” che qualcuno iniziasse a sparare.

Poi sono venuti gli attentati contro le sedi di Equitalia, la sparatoria contro un suo dirigente, le pistolettate contro un direttore di banca, la gente che si è ammazzata perché disperata o perché si vergognava di non riuscire più a fare una vita dignitosa: lavoratori e imprenditori sul lastrico. Ma loro – i politici – a tirare dritto per la loro strada – a tassare e poi a dimostrare che loro, di sacrifici, neanche a parlarne.

Poi sono arrivate le elezioni: risultato quasi pari, la necessità di fare presto, le precise indicazioni dell’elettorato che – non dico un politologo – ma anche un bambino avrebbe saputo interpretare come un’indicazione a fare un governo tutti insieme – per il bene del paese – fino a portarci fuori dalla crisi.

Lo so, la sto mettendo giù a fumetti. Ma la cronaca di questi ultimi tempi, al netto dei soliti fronzoli, è questa.

Quando finalmente – dopo infiniti giochini – si arriva al punto nel quale dovevamo trovarci due mesi fa, nel giorno del giuramento del nuovo governo di cui fanno parte i due maggiori partiti, salta fuori “un pazzo” che apre il fuoco davanti a Palazzo Chigi e ferisce due carabinieri.

No, troppo facile liquidare l’accaduto come un momento di pazzia. Bisognerà approfondire le informazioni sulla vita dell’attentatore, certo. Ma il forte significato simbolico di quanto è successo non possiamo lasciarcelo sfuggire.

Sono le tensioni sociali che stanno per esplodere. E’ la folle situazione da “stato di guerra dei buoni contro i cattivi” che è giunta al limite della rottura (vi ricordate le frasi di Monti sulla guerra contro gli evasori?). Una folle situazione a cui ci hanno portato l’irresponsabilità di quei politici che per distogliere l’attenzione dalle loro malefatte e dalla loro colpevole incapacità hanno cercato di creare mostri sociali contro cui scagliarsi.

Ora la devono sfangare, questa situazione. Assumendosi la piena responsabilità delle loro scelte passate e recenti. Troppo comodo scaricare sempre le responsabilità su qualcuno “contro”.

Peccato siamo giunti a questo punto, perché Letta mi pare stia partendo bene, anche se la strada è stretta e in salita.

Vedremo, noi facciamo il tifo per l’Italia.