BRESCIA – Lavoro “in nero” è dipendente

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Secondo la Corte di Cassazione, la prestazione lavorativa “in nero”, svolta per anni presso l’impresa di un parente, costituisce un rapporto subordinato a tempo indeterminato, qualora, in base alla testimonianza degli altri dipendenti e ai documenti aziendali firmati dall’interessato, risulti che il lavoratore ha osservato gli orari di lavoro e le direttive del superiore al pari dei colleghi.
La Suprema Corte, con la Sentenza n. 9599 del 19 aprile 2013, ha precisato, inoltre, che, ai fini del riconoscimento delle pretese concernenti ferie, permessi e festività non goduti, è indispensabile la prova rigorosa della mancata fruizione nel corso degli anni di servizio.

Fonte: newsletter Confartigianato