BRESCIA – Pagamenti PA in edilizia: debiti al 30-4

0

La strada per le imprese che hanno debiti con la PA appare tutta in salita anche dopo la pubblicazione in G.U. del decreto che sblocca i pagamenti della Pubblica Amministrazione (Dl. 35/2013), entrato in vigore l’8 aprile.

Il rischio è che gli effetti della manovra, tra la complessità delle procedure e le scadenze degli adempimenti, siano eccessivamente diluiti nel tempo, come segnalato da subito da Anaepa-Confartigianato Edilizia. Intanto dal Ministero dell’Economia e delle finanze arriva una circolare per cercare di far luce sui troppi lati oscuri sollevati dal Decreto.

Nel dettaglio, con la Circolare n. 18/2013 si forniscono prime indicazioni operative, disposizioni inerenti l’accelerazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso i propri creditori, per un importo complessivo di 40 miliardi di euro nel biennio 2013-2014. Oltre a ribadire l’incremento di 500 milioni di euro del fondo istituito dalla Finanziaria 2006 da ripartire per l’estinzione dei debiti pregressi, (come previsto dal decreto legge all’articolo 5, comma 1), si chiarisce che ogni Ministero entro il 30 aprile deve predisporre un elenco dei debiti in ordine cronologico, con l’indicazione dei relativi importi, da inviare al MEF insieme alla richiesta di assegnazione dei fondi e alla dichiarazione che, a fronte dei debiti, non sussistano residui passivi. La circolare specifica altresì, che il termine del 30 aprile 2013 è perentorio, in quanto, sulla base delle richieste pervenute dalle amministrazioni e delle informazioni indicate nei suddetti elenchi, verrà definita, con apposito decreto da adottare entro il 15 maggio 2013, la ripartizione dei fondi stanziati. Le Amministrazioni, ricorda la circolare, a partire dal 30 giugno 2013 e con cadenza trimestrale dovranno trasmettere ai coesistenti Uffici centrali del bilancio il monitoraggio del pagamento dei debiti entro 20 giorni dalla data di conclusione di ciascun periodo.

Infine, qualora l’ammontare complessivo dei debiti indicati negli elenchi dovesse risultare superiore alle somme assegnate con il riparto del Fondo, i Ministeri interessati, per la quota dei debiti non soddisfatta ed al fine di prevenire il formarsi di nuove situazioni debitorie nell’anno in corso e in quelli successivi, definiscono, entro il 15 giugno 2013, un apposito piano di rientro che potrà essere articolato anche in più anni.