GARDONE – La Lega Nord attacca il Pgt: “Non ci sono strategie”

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All’interno del Piano dei servizi, e quindi del Pgt, dobbiamo constatare che non c’è nulla che sciolga i principali nodi urbanistici di
Gardone e cioè: l’area SDI, la cascina TRW, il vecchio ospedale e il centro storico di Gardone. Quindi – si legge in una nota diffusa dalla sezione Lega Nord di Gardone Valtrompia – la maggioranza non ha progetti per l’area SDI e per la cascina TRW, salvo spendere soldi della collettività per la manutenzione della stessa, come è avvenuto nel mese di ottobre, quando l’amministrazione ha dovuto necessariamente eseguire un intervento di circa 20 mila euro, e così pure per l’ospedale vecchio è il buio più completo.

Municipio di Gardone
Municipio di Gardone

Anche il capitolo alienazioni di importante vede solo la vendita della palazzina ex Enel, decisione oltretutto maturata dietro nostre pressioni, dato che nel passato la maggioranza aveva pensato a ben altra soluzione. Noi siamo convinti – continua la nota – che il capitolo alienazioni e rinascita del centro storico di Gardone siano legati; infatti, nel capitolo alienazioni avremmo introdotto: la vendita della cascina TRW per i motivi riportati sopra, dello “stallino” in località Caregno nato per sostituire la “Capanna Beretta” come luogo di svago per le nostre scolaresche e la privatizzazione di una delle due farmacie. Ma andiamo con ordine.

Per quanto riguarda la vendita dello “stallino” noi pensiamo, e più volte lo abbiamo dichiarato, che la maggioranza dovrebbe ricercare un nuovo accordo con la famiglia Gussalli-Beretta riguardo all’utilizzo della “Capanna Beretta” in località Maniva, dove a nostro parere vi sono le condizioni ambientali per poter organizzare giornate di svago per i nostri ragazzi e, diciamo di più, il tutto dovrebbe essere gestito dai genitori come era un tempo, lasciando fuori da questo progetto le varie cooperative, più o meno amiche. La privatizzazione di una delle farmacie è sicuramente una decisione impegnativa, perché significherebbe rinunciare a una parte di entrate annue garantite, ma siamo convinti che il periodo storico in cui viviamo, con i governi centrali che tagliano sempre più i trasferimenti alle periferie, necessiti di amministratori locali che prendano decisioni impegnative come questa.

Il ricavato di queste importanti alienazioni (compresa palazzina ex Enel) – si legge ancora nel comunicato – lo si potrebbe investire nel centro storico, incuranti del patto di stabilità, obbrobrio solo italiano, che penalizza le amministrazioni virtuose e premia quelle sprecone che, guarda caso, si trovano tutte al sud. Oggi amministrare gli enti locali significa anche ribellarsi a scelte che qualcuno lontano da noi e dalla nostra realtà ci impone. Con i denari delle alienazioni potremmo ampliare il parcheggio ex San Filippo, pedonalizzare via Mazzini e una parte di via Zanardelli e poi presentarci ai proprietari degli immobili del centro storico con un progetto, supportato anche economicamente. Riguardo all’ospedale vecchio, la nostra proposta più volte esternata è la realizzazione di una “casa di riposo”.

Abbiamo maturato questo progetto, che vorrebbe coinvolgere la Comunità montana e tutte le amministrazioni della valle interessate, alla luce del fatto che l’aspettativa di vita è aumentata e che quindi vi saranno sempre più soggetti che si rivolgeranno a queste strutture, basta pensare che oggi in lista di attesa per la “casa di riposo” gardonese vi sono 100 persone. Inoltre, una percentuale sempre più elevata di nostri anziani presenta patologie degenerative, quindi, nonostante la buona volontà delle nostre famiglie e l’apporto delle cosiddette badanti, dovrà, durante il decorso, rivolgersi a strutture come le “case di riposo”. Secondo il nostro punto di vista – conclude la nota – creare una casa di riposo nel vecchio ospedale è una scelta di politica socio-sanitaria obbligata, ma, purtroppo, la maggioranza che oggi governa Gardone sembra non capirne l’esigenza.