BRESCIA – Tangenti sul Sistri. Confartigianato: “Cancellarlo”

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Il presidente Eugenio Massetti: «Va abrogato per sempre».

sistriUn progetto stimato in circa 400 milioni di euro. Gran parte delle somme sono state incassate dalle imprese, ma non è mai entrato in funzione. Ora si aggiungono tangenti e arresti. Stiamo parlando del Sistri. Un sistema che ha rappresentato l’occasione per illeciti arricchimenti attraverso un sistema di corruzione “di importanti esponenti del settore pubblico, incaricati di rivestire delicati compiti finalizzati alla soluzione dell’emergenza”. 22 persone arrestate e indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili.

Oltre 10 milioni sequestrati. Dalle indagini della Gdf sarebbero emerse una serie di irregolarità negli appalti per la realizzazione del Sistri. La recente ondata di arresti a Napoli per le irregolarità emerse negli appalti per il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti voluto nel 2009 dal Ministero dell’Ambiente, non sorprende la Confartigianato Imprese Unione di Brescia che rilancia con il suo presidente Eugenio Massetti la netta contrarietà al sistema.

«Il Sistri va abrogato per sempre. Nel contestare il Sistri, sin dal primo momento, ci siamo chiesti più volte il perché dell’insistenza nel volerlo a tutti i costi rendere operativo, anche a fronte di evidenti e gravi problemi tecnici – precisa Massetti -. La nostra insistenza nel pretendere le proroghe poi ottenute, puntava proprio ad avere interventi chiarificatori sull’intero sistema Sistri; chiarimenti mai arrivati, in particolare sulla poca trasparenza. Grazie a tali proroghe, che ne hanno bloccato l’avvio, abbiamo evitato un collasso del sistema e oggi constatiamo che i nostri dubbi erano più che fondati. Stiamo parlando di un progetto di appalto di 400 milioni di euro per l’interno sistema Sistri. Una cifra enorme, se si considera che è già costato alle imprese bresciane oltre 2 milioni di euro. Su un totale di circa 40 mila imprese bresciane artigiane, circa 12 mila hanno già adempiuto a questa spesa inutile, ognuna versando annualmente dai 120 agli oltre 1.000 euro, in un contesto di crisi e senza alcun ritorno pratico. Questi soldi, verranno almeno scalati, o abbuonati con le tasse future? Le nostre imprese – conclude il presidente Massetti – lottano già ogni giorno per stare sul mercato, con una fatica che ormai è nota a tutti e poi vedono che qualcuno specula su di loro sfruttando motivazioni legislative. Per noi invece il giudizio sul sistema di tracciabilità dei rifiuti è sempre stato inequivocabile: va definitivamente abrogato. Non ha più alcun tipo di credibilità. È stato solo l’ennesimo costo per le imprese. Ora mettiamoci una pietra sopra e andiamo avanti».