BRESCIA – Confartigianato: salvate gli installatori di rinnovabili

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Il primo agosto entra in vigore una norma che esclude gli artigiani con esperienza, ma senza diploma. L’appello alla politica del presidente Eugenio Massetti: «Sarebbe un nuovo massetti-sul-palcocaso “esodati”. Politici bresciani intervenite»

Alla politica, e in particolare ai politici bresciani eletti al Parlamento, si chiede di intervenire subito. Con l’avvicinarsi della data di entrata in vigore dei nuovi sistemi di qualificazione per gli installatori di impianti da fonti rinnovabili, infatti, si stanno destando grandissime preoccupazioni tra gli operatori che ogni giorno chiamano preoccupati a decine gli uffici di Confartigianato Brescia: la causa è una norma “poco chiara”, che rischia di escludere dal mercato, artigiani di già di grande esperienza. Dal 1° agosto potrebbero trovarsi senza lavoro molti dei 2.500 installatori di impianti della provincia di Brescia che operano nel settore dell’energia su fonti rinnovabili: fotovoltaico, a biomasse, solare termico, pompe di calore e geotermia.

Per questo Confartigianato Imprese Unione di Brescia chiede di fermare il decreto. «Il Decreto Legislativo n. 28/2011, in attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, all’articolo 15, prevede che a partire dal primo agosto 2013 la qualifica di responsabile tecnico per l’attività di installatore di impianti da fonti rinnovabili è conseguita col possesso di uno dei seguenti requisiti: laurea in materia tecnica specifica; diploma di scuola secondaria e almeno 2 anni di inserimento in azienda; titolo di formazione professionale ed almeno 4 anni di inserimento in azienda – spiega il presidente Eugenio Massetti – Incomprensibile come non vi sia stato alcun riferimento all’abilitazione che la normativa vigente riconosce in capo ai Responsabili Tecnici – coloro che sottoscrivono la cosiddetta “Dichiarazione di Conformità” – e che hanno lavorato per almeno 3 anni in qualità di “operaio specializzato”.

Esperienza professionale quest’ultima che equivale a non meno di 10 anni di attività del settore. È bene sgomberare subito il campo da qualsiasi equivoco, specificando che tale “soluzione”, o meglio esclusione, non trova alcun fondamento nella direttiva 2009/28/CE e si pone, fra l’altro, in palese violazione del principio comunitario di libera concorrenza e di quello costituzionale di uguaglianza sostanziale» la norma italiana infatti è stata concretizzata in ottemperanza di una direttiva europea.
«Qualora non venisse fatta chiarezza sull’applicazione della norma – prosegue il presidente Massetti – si potrebbe configurare il caso di un responsabile tecnico di una impresa che installa da anni pannelli solari o fotovoltaici, al quale di fatto verrebbe impedito, per la sopravvenienza della norma, di continuare a svolgere il lavoro che svolgeva prima dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti».

Una situazione “assurda” e per nulla rara: rischiano infatti di trovarsi in questa condizione oltre 80.000 imprese attualmente in attività in Italia, 2.500 nella sola provincia di Brescia, cui verrebbe negata la possibilità di qualificarsi e di continuare a operare in uno dei pochi settori di mercato che, pur attraversando un momento di appannamento rispetto alle performance degli ultimi anni, mostra ancora potenzialità di crescita».

Per queste ragioni, concludone Massetti: «È necessario intervenire rapidamente per evitare un nuovo caso “esodati”, modificando l’art. 15 del Decreto Legislativo 28/2011, in maniera da consentire anche ai Responsabili Tecnici divenuti tali in base alla loro comprovata esperienza professionale di accedere al percorso di qualificazione previsto dalla legge».