BRESCIA – La denuncia d’infortunio ha valore confessorio

0

La breve descrizione della dinamica dell’infortunio che il datore di lavoro è tenuto a fornire nella denuncia d’infortunio da inviare all’INAIL può essere utilizzata contro il datore di lavoro stesso: per la Corte di Cassazione, infatti, tale dichiarazione è equiparabile ad una confessione, essendo riconducibile ad una confessione ai sensi dell’art. 2735 cod. civ., né il datore di lavoro può addurre la sua mancata consapevolezza delle conseguenze giuridiche che tale affermazione può avere.

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 8611 del 9 aprile 2013, ribaltando la valutazione dei primi due gradi di giudizio, ha accolto il ricorso di un lavoratore che chiedeva i danni al proprio datore di lavoro per un infortunio occorso al lavoro. Nel particolare, la Suprema Corte ha ritenuto che dalla descrizione della dinamica dell’infortunio emerge che il reale svolgimento dell’infortunio sia un altro rispetto a quello fornito dal datore in sede di giudizio e che la richiesta di danni del lavoratore sia fondata.

Fonte: newsletter Confartigianato