BRESCIA – Cristina Muccioli chiude gli “Incontri che sorprendono”

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Domani, alle ore 18.45 presso la White Room del Museo di Santa Giulia, per la rassegna “Incontri che sorprendono” sarà presente Cristina Muccioli, docente di Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, critico d’arte e direttore scientifico dal 2005 del MAC, l’ospite che chiuderà questo primo ciclo di appuntamenti con gli Incontri che sorprendono.

photoL’arte contemporanea e noi spettatori: piacere di conoscerci. Si dice così, quando ci si presenta. E’ già il linguaggio meno specialistico e più conviviale a segnalare che conoscere è un piacere. Ogni conoscenza parte da e passa per la nostra percezione corporea del mondo. Percepire è un lavoro, un insieme coordinato di abilità fisiche, neurologiche e sensoriali di cui non si è consapevoli, attraverso le quali si riceve passivamente il mondo esterno e lo si elabora per dargli forma, figura, senso. C’è dell’altro però, nella percezione, ed è la parte più consapevole più attiva che riguarda ciascuno. Si tratta di quel movimento che dall’interno, si volge verso l’esterno e lo capta attentamente, lo intercetta perché sa cercarlo, lo investe di una ricchezza di significati per cui il mondo stesso cambia.

Percepire è anche un piacere, il piacere di conoscersi attraverso quello che si sfiora, che attraverso lo sguardo va ad abitare le sedimentazioni di memoria. Una percezione non superficiale, attenta e dedicata, non lascia vuoti e indifferenti, ma pone in grado di fare ‘con-siderazioni’: di stare cioè in compagnia delle stelle e della loro luce, a rischiarare il buio dell’incomprensibilità. Considerazioni allora, su alcune delle opere esposte nella mostra in corso al Museo di Santa Giulia, da Morlotti a Fontana, da Wahrol, a Manzoni, a Poseneske.

Il vedere dell’artista non è mai risolvibile in una capacità retinica, ma si estende a quella di vedere nell’oggetto percepito ‘altro’ rispetto al suo essere così com’è. L’occhio si fa ‘penetrante’, per usare un’espressione cara a Paul Klee, fa emergere quello che sa nascondersi sotto la superficie delle cose, a partire però da quella, senza negarla né stravolgerla. Per l’occasione saranno presentati i vini dell’Azienda agricola Togni Rebaioli di Erbanno (BS), un’azienda emergente, che sta rilanciando la viticoltura in Valle Camonica e promossa da Mineral Wine, una realtà che, con passione e senza compromessi, si dedica alla distribuzione di vini, selezionando esclusivamente cantine di piccole dimensioni, dal carattere agricolo e artigianale, e cercando nei vini autenticità e tipicità territoriale.

La mineralità nel vino è una caratteristica degustativa che si può trovare nel vino. Specificando meglio, in alcuni vini si possono percepire sensazioni gusto-olfattive, ma soprattutto gustative, che ricordano il terreno di provenienza. La mineralità è il marchio indelebile che il territorio lascia al vino. Così, quando è in evidenza la parte sapido-minerale, si percepiscono note di calcare, di argille, di gesso, di ferro, di rocce vulcaniche e così via. Segno di grande eleganza, autenticità territoriale e profondità di sensazioni ed emozioni che un vino può raccontare.

Gli appuntamenti con gli Incontri che Incontri che sorprendono proseguiranno mercoledì prossimo, 1 maggio, con Contemporanea Music: ospite il musicista irlandese David McAdams.

INFO

La partecipazione all’iniziativa è ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Le iniziative si svolgono negli spazi collaterali all’esposizione di mostra: la hall del museo, la tensostruttura adiacente (white room), la Chiesa di San Salvatore.

Il punto di ritrovo è la hall principale del museo.