Re Giorgio al secondo mandato

0

Re Giorgio è stato eletto per la seconda volta. Tutti ad acclamare il re. Non si poteva fare diversamente, dopo i casini fatti da Bersani e compagnia cantante.

Presidente_NapolitanoL’ho già scritto: eppure dalle elezioni era emerso un quadro perfetto. I due partiti “storici” rimasti – Pd e Pdl – costretti ad allearsi per fare le due o tre riforme istituzionali necessarie per rendere efficacie e moderno il nostro ordinamento costituzionale e le due o tre cose di politica economica per rilanciare i consumi. Il gruppo dei pentastellati a fare da “guardiani della rivoluzione”. E poi tutti al voto e vincesse il migliore.

Invece no. Il Bersani incaponito le ha tentate tutte per complicare le cose semplici e c’è riuscito. E’ riuscito addirittura a mandare il suo partito a sbattere contro il muro fino a sgretolarsi.

E il Cav gongola. Lui che fino a dicembre sembrava cotto e il suo partito in frantumi tra i “fratelli d’Italia” e i cugini pronti a lasciare la barca che stava affondando per candidarsi con quell’intelligentone del preside.

Ora – però – Re Giorgio deve avere il coraggio di andare fino in fondo: Repubblica presidenziale, una rapida e profonda riforma delle due Camere parlamentari con un drastico taglio di eletti e dei loro costi. E’ l’ultima possibilità per evitare incidenti gravi nelle piazze.

La gente è stanca e galvanizzata dalle sollecitazioni di Grillo si sta facendo forza e coraggio e sta iniziando ad invadere le piazze. Se appena appena ci prendono gusto il “titillar di monetine” di craxiana memoria sembrerà una barzelletta. Ora la gente ha davvero fame. I dati sulla povertà delle famiglie, sui disoccupati, sugli esodati e via discorrendo stanno facendosi davvero preoccupanti. E quando il popolo ha fame e più nulla da perdere il rischio che perda anche la testa diventa reale.

Forza e coraggio Re Giorgio: solo che non ha più nulla da chiedere alla storia – perché ha già avuto tutta la fama e le soddisfazioni che poteva prendersi – può avere la forza per una rivoluzione copernicana delle istituzioni.

La Repubblica presidenziale è dietro l’angolo e la gente ha voglia di eleggersi in Presidente: con un po’ di iniziativa potrebbe passare alla storia come il fondatore della terza Repubblica, ammesso che la seconda l’abbiamo davvero vista.