Le manfrine dei politici

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Alcuni lettori mi hanno chiesto la ragione per cui sono alcuni giorni che non intervengo sui temi attuali della politica italiana: governo e capo dello stato.

mussolini-protestaFrancamente penso che tutta questa manfrina era scritta. Tant’è che  – neanche tanto ironicamente – avevo recentemente pronosticato Prodi al Quirinale e Monti a Palazzo Chigi come progetto della sinistra per mandare a casa Berlusconi.

Non ce l’hanno fatta, ma ci sono andati pericolosamente vicini. La loro incapacità, il loro dilettantismo, la loro grandiosa miopia politica li ha portati a schiantare contro un muro il partito che doveva vincere le elezioni ad occhi chiusi.

Tutta colpa di Bersani? Certo che no. Lui ha dato una grossa mano lasciandosi prendere per i fondelli da Grillo fino all’ultimo, per poi consegnarsi a mani alzate a Berlusconi sul nome di Marini, per poi tornare a fare muro sul nome di Prodi. E i suoi l’hanno impallinato come un pollo.

Il Cav pare aver vinto – fin qui – la partita a mani basse. I prossimi giorni vedremo dove ci porterà la pazzia di questa classe politica. Certo che Giuliano Ferrara ha ragione: di fronte a questi dirigenti del centrosinistra il Cav pare un gigante di statura politica, anche senza i tacchi.

Ma non è di questo che voglio parlare, mi scuseranno i lettori che mi avevano sollecitato.

A Pordenone – l’imprenditore Santarossa che gestiva un impero di 500 dipendenti e 200 milioni di euro di fatturato si è affogato nel laghetto della sua villa per la vergogna di dover licenziare 200 dei suoi. Non è  il solo: ieri a Taormina si è tolto la vita un imprenditore, mentre il titolare di un’azienda del settore del marmo si è impiccato giovedì nel barese. E a Torino un muratore si è ucciso dopo aver saputo dal l’azienda che il lavoro in un cantiere alla periferia del capoluogo era finito e che non c’era più posto per lui.

E’ questo ciò di cui vorrei parlare. Di quella parte di italiani che resistono e combattono, nonostante i politici e la politica. Quegli italiani che nonostante lo stato ladro li tartassi con una richiesta di tasse che oltrepassa il 70%, nonostante una burocrazia cieca li ostacoli nella loro voglia di intraprendere e lavorare.

Draghi ha detto, poco tempo fa, che l’Italia andava avanti anche con il pilota automatico, anche senza governo. Io l’ho scritto alcune settimane fa, ricordando i fantastici anni 70/80 con le loro continue crisi di governo durante le quali – ogni volta – la classe politica spaventava gli italiani annunciando catastrofi mai  verificatesi nel caso fossimo rimasti troppo a lungo senza guida.

Noi italiani siamo capaci di andare avanti anche senza “la politica”.

Ne volete la riprova? Lo spread usato come una clava contro Berlusconi nel 2011.

Se fosse stato vero che la causa di un eccesso di spread (quota 600) era il Cav e quindi le radici fossero di ordine politico, ora che siamo in modalità di “politica assente” da circa due mesi, durante i quali i politici hanno dato la peggior prova di sé che potessero mai dare, lo spread doveva andare a quota 1000.

E invece? Tranquilli, è tutto sotto controllo. Avete più sentito parlare di pericolo “default”? di pericolo spread? di contagio del debito pubblico?

E allora, se è vero – come penso io – che possiamo fare a meno di “questa politica”, che possiamo andare avanti anche con il pilota automatico – come dice Draghi (mica l’ultimo salumiere dietro l’angolo) – cosa ne facciamo di questi politici e di questo sistema? Nulla. Non ce ne facciamo più nulla.

Questo è uno stato da riformare fin dalle radici.

D’altra parte, che cosa ha dimostrato Napolitano in questi mesi con il suo attivismo? Con il decisionismo che tutti gli  hanno riconosciuto?

Che la Repubblica parlamentare non esiste più. Che – di fatto – siamo già una Repubblica presidenziale. E che queste istituzioni parlamentari non funzionano più: costano soltanto un pacco di centinaia di milioni di euro buttati nel cesso.
Prenderne atto non farà che il bene del paese e avere il coraggio di andare oltre non servirà ad altro che evitare una rivolta popolare che è nell’aria. Vedere la gente davanti ai palazzi che tenta di imporre scelte politiche a suon di slogan cantati a squarciagola è un segnale che può rendere felici soltanto i grillini e qualche populista sfigato dell’ultima ora.

Le persone perbene, che vogliono lavorare tranquille e vivere in pace godendosi un po’ di quel benessere che ci siamo conquistati negli ultimi trant’anni non possono che essere preoccupati per quelle scene che si son viste in televisione.

Se i politici nostrani fossero gente con un minimo di buon senso l’avrebbero capito.