CASTEL MELLA – Incontro sul Pcb con gli esperti: le paure della gente restano

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Sono accorsi in centinaia l’altra sera all’auditorium Giorgio Gaber per ascoltare il parere di tecnici ed esperti sul Pcb. L’intento dell’incontro era quello di tranquillizzare i cittadini di Castel Mella, ma forse non è bastato.

pcb castel mellaInfatti gli abitanti continuano a chiedersi come sia possibile che da via Milano (dove fino ai primi anni Ottanta era operativa la fabbrica Caffaro) l’inquinante sia arrivato nel paese della bassa. L’altra sera, per chiarire questa e altre questioni, erano presenti all’incontro Giulio Sesana, direttore dell’Arpa di Brescia, Alessandra Ferrari e Lucia Leonardi dell’Asl e il geologo GianPaolo Oneda.

“Con questa serata vogliamo dare tutte le informazioni necessarie – ha spiegato in apertura Franzini -. È stato giusto che la trasmissione PresaDiretta abbia riacceso i riflettori su un problema dimenticato per troppo tempo anche dagli stessi cittadini. Ma le informazioni date sono state, purtroppo, parziali e fuorvianti”.

Da un lato Sesana e gli altri relatori hanno cercato di spiegare al meglio i fatti, ma alcuni interrogativi posti dalla gente hanno trovato risposte non pienamente soddisfacenti per la platea. Ecco quindi perché gli animi non sono stati calmati dalla serata. Sesana ha così parlato del Pcb: “un materiale diffusissimo, presente in numerosi trasformatori essendo un buon conduttore elettrico e ignifugo”. Ma estremamente dannoso per la salute. “Il grande problema di queste zone- ha poi continuato Sesana – è la presenza di numerose rogge ( come la Sorbanella) che hanno portato il Pcb nei campi coltivati, inquinando il cibo». Oneda ha invece spiegato che la maggior parte del territorio di Castel Mella non è interessata dal Pcb: «Attraverso le rogge solo una parte è stata inquinata dalla Caffaro”.

Il sindaco Franzini ha più volte sottolineato che le “zone inquinate sono circoscritte”, precisamente alla area delimitata dalla tangenziale sud (Fornaci) e dal viale dei Caduti fino a Colorne e Capriano, ha inoltre affermato che “la situazione è costantemente monitorata”. A tale proposito infatti il Comune ha emesso ordinanze specifiche nel 2005 e nel 2007 che vietano la coltivazione in determinate zone. Fortunatamente le acque dell’acquedotto di Castel Mella non sembrano risentire della situazione, infatti Leonardi  ha dichiarato: “l’acqua è infatti perfettamente potabile”.