SEBINO – Macchia di olio nel lago d’Iseo: analisi e polemiche

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In seguito alla macchia scura comparsa sul lago d’Iseo tra Pisogne e Lovere lo scorso fine settimana, i tecnici dell’Arpa, insieme a quelli dell’ Aob2, l’azienda che si occupa dello sfioratore di Pisogne e dell’acquedotto, sono al lavoro per verificare le cause della macchia oleosa.
Rispetto a sabato e domenica scorsi la macchia è visibile solo dalle barche, mentre la scorso fine settimana era visibile da tutti.CAYDDOXVCAEWPYW0CAO6522NCA3SFP21CACGN69QCAPQMDB7CATEZXN7CAMKB0O3CAQ7WJKZCAGXOZ4YCA5MGAMNCAGICWQCCATBVZ93CAM99ZFWCALSY9F7CAXOFY1OCA13Y250CAWO70DG

Le analisi che i tecnici stanno effettuando sono di due tipologie: da un lato batteriologiche e dall’altro lato chimiche, gli esiti di queste analisi sono attesi per oggi, venerdì 19 aprile.

Le ipotesi sulle cause della macchia sono molte, Legambiente ha già dichiarato che può essere stata causata dallo sfioratore di Pisogne, teoria smentita subito dal sindaco Oscar Panigada che dal suo punto di vista, critica le azioni di Legambiente, in quanto secondo il primo cittadino, avrebbe dovuto informare subito il Comune anziché inviare le fotografie al giornale mercoledì 17 aprile, in tal modo i tecnici avrebbero potuto contenere la macchia da subito e procedere istantaneamente alle analisi.
L’Arpa ha una sua idea in merito alla causa, il direttore dell’Arpa Giulio Sesana ha affermato: “La chiazza potrebbe essere mucillagine, smossa dal lago a causa delle alte temperature”.