MONTICHIARI – Gli operai sotto casa del datore aspettano lo stipendio

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Resteranno lì, seduti sul marciapiede a Chiarini, una frazione di Montichiari, fino a quando “l’imprenditore per il quale siamo qui ci darà i soldi che abbiamo onestamente guadagnato con il nostro lavoro”.

presidioSono in otto, 5 pakistani e 3 indiani, e da lunedì sono riuniti in un presidio permanente. Ullah, uno degli otto, indica il cancello di una casa: «Quella è l’abitazione del nostro ex datore di lavoro. Tra di noi, c’è chi è stato alle sue dipendenze 3 anni, chi per 2 anni, chi solo per qualche mese. Deve soldi a ognuno di noi, da 2mila a 15mila euro».

L’imprenditore, secondo gli ex operai (attivi nel settore tessile), avrebbe «sfruttato a proprio vantaggio» la loro carente conoscenza della lingua italiana, «facendoci accettare condizioni lavorative svantaggiose. Ci ha fatto firmare un contratto di 20 ore settimanali, quando in realtà lavoravamo 10, 12 e anche 14 ore al giorno, a volte anche nel fine settimana. Senza possibilità di chiedere permessi o ferie. Gli unici giorni liberi che avevamo erano quando l’azienda rimaneva chiusa».

Poi, poco a poco, il titolare avrebbe smesso di pagare lo stipendio ai suoi operai. Dice ancora Ullah: «Un mese ci pagava, tre no. E, per non doverci dare gli arretrati, ha aperto una seconda azienda».

La situazione per gli otto è difficoltosa, infatti non avendo più percepito lo stipendio, hanno tutti perso la casa. Così, «visto che ci siamo trovati in mezzo alla strada, abbiamo scelto di sistemarci davanti a chi ci ha ridotto in questa situazione. Non facciamo rumore, non suoniamo il campanello, non intralciamo il passaggio delle auto. Stiamo solo qui ad attendere ciò che è nostro».