SALÒ – Finge di essere stata derubata, una barista finisce nei guai

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Lo scorso giovedì 18 aprile 2013, attorno alle ore 10,00, al termine degli accertamenti di competenza, le forze dell’ordine hanno deferito in stato di libertà per i reati di furto aggravato e simulazione di reato tre persone incensurate, due donne e un uomo.

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Le monetine rinvenute

In modo particolare una delle due donne, proprietaria di un bar a Manerbio, in data 15 aprile aveva denunciato ai Carabinieri della locale stazione di aver subito un furto ad opera di ignoti malviventi che avevano rotto una finestra dell’esercizio e, una volta dentro, avevano scassinato alcune macchine video poker  impossessandosi dì circa 4mila euro in contanti. A seguito di mirate indagini scaturite da alcuni furti analoghi nel territorio della compagnia di Salò e di osmosi informative con gli altri comandi compagnia, i militari del locale Nor hanno accertato che i fatti denunciati dalla donna registravano interessanti analogie rispetto al modus operandi, dunque hanno approfondito la dinamica raccontata dalla stessa per avere delucidazioni anche sul funzionamento dei sistemi di allarme presenti e simili a quelli dì altri esercizi.

Nel corso del colloquio la donna ha fornito versioni poco credibili e dopo alcune contestazioni ha reso piena confessione ammettendo di aver simulato l’ingresso di terze persone nel suo locale, rompendo una finestra posta sul retro e forzando le macchine video poker ed un cambia monete con l’ausilio dì una lama circolare, prendendo ispirazione da analoghi furti appresi dai quotidiani locali.

I militari operanti hanno poi identificato altri due complici che hanno aiutato concretamente la donna, e hanno rivenuto, ponendola sotto sequestro, l’attrezzatura usata per scassinare i videopoker e l’apparecchio cambia monete, nonché 1000 euro in monete da 1 e 2 euro, costituente parte della somma asportata all’interno del bar. Inoltre, presso un istituto dì credito è stata individuata la restante somma di denaro che era già stata versata. La somma recuperata, 4.351 euro, è stata restituita all’avente diritto, identificato in una società di noleggio videopoker bresciana.