BRESCIA – La Polizia lancia l’allarme tagli: a rischio la sicurezza

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Il Silp Cgil di Brescia esprime solidarietà al mondo del lavoro colpito drammaticamente dalla crisi economica, sociale e ambientale. Vogliamo contribuire concretamente alla sicurezza della nostra provincia: occorre incentivare la prevenzione e il controllo del territorio. Le poche risorse a disposizione – si legge in una nota diffusa dal sindacato a nome del segretario generale Luigi Sepe – devono essere impiegate per la collettività e non disperse per soddisfare interessi privatistici. Le drammatiche conseguenze sociali, economiche e ambientali che stanno colpendo anche la città di Brescia, tra le province più industrializzate d’Italia, preoccupano chi rappresenta i lavoratori della Polizia di Stato.

Oltre al profondo sentimento di solidarietà nei confronti di tutti quei lavoratori che hanno perso o stanno rischiando di perdere il loro posto di lavoro, il Silp Cgil ritiene assolutamente necessario non abbassare la guardia nel tentativo di arginare la pericolosa involuzione del modello “sicurezza” che a causa della carenza di risorse e mezzi, punta alla massima visibilità mediatica, trascurando la prevenzione e il controllo del territorio subendo tra l’altro, il peso delle convenzioni privatistiche che colpiscono in particolare le specialità della Polizia di Stato. I cittadini hanno il diritto di essere informati sulla reale efficacia dell’operato delle forze dell’ordine sul territorio bresciano col fine ultimo di valorizzare l’intera categoria. I lavoratori del Comparto Sicurezza sono chiamati a dare una risposta al disagio della collettività – continua la nota – preoccupata per l’aumento ai vari livelli della criminalità in una delle province più estese della penisola con diversissime esigenze di sicurezza.

Silp CgilLa sponda gardesana è da anni che reclama una maggiore attenzione in tal senso, il Commissariato di Polizia di Desenzano con le poche risorse umane e un’età media dei lavoratori abbastanza alta, non basta per garantire i requisiti minimi di sicurezza, costantemente minata da una criminalità soprattutto di origine straniera che lievita in modo sensibile durante i mesi estivi in coincidenza con l’affluenza turistica. L’aumento dei furti in appartamento non è paragonabile al dato relativo ai reati predatori. Trattasi di fenomeni malavitosi diversi: mentre lo scippo o il borseggio spesso non sono premeditati, in quanto rispondono a un aumento preoccupante di persone indigenti, i furti in abitazione, le rapine, molto probabilmente sono il frutto di una “criminalità organizzata” che spazia dal traffico di stupefacenti all’usura e al riciclaggio, fenomeni che per essere contrastati non è sufficiente l’utilizzo dei cosiddetti “posti di controllo”.

Il Silp Cgil è da tempo che sollecita le istituzioni e la stessa amministrazione sulla necessità di confrontarsi per discutere delle misure necessarie da adottare, è indispensabile modificare il modello organizzativo e operativo. Per fare questo, occorrono uomini e mezzi in un contesto progettuale innovativo al passo con i tempi, diversamente, ogni discussione sarà priva di fondamento. Inoltre, bisogna assolutamente non sottovalutare gli effetti negativi delle convenzioni o dei rapporti privatistici che incidono sempre più negativamente sulla funzionalità del ruolo istituzionale della Polizia di Stato sul territorio provinciale. La professionalità della Polizia Ferroviaria bresciana, come avviene a livello nazionale, è stata messa a disposizione di Ferrovie dello Stato S.p.a. attraverso una convenzione ministeriale che agevola le casse di un ente privato che invece di assumere personale per soddisfare determinati servizi di vigilanza sui convogli ferroviari, beneficia dell’attività del personale Polstato senza peraltro retribuirlo in modo adeguato.

Come più volte abbiamo denunciato, i tagli alla sicurezza stanno portando a una paralisi dell’intero sistema deputato a garantire questo fondamentale diritto dei cittadini nonché all’impoverimento dei lavoratori del settore. Il Silp Cgil non intende svolgere solo il ruolo di chi denuncia gli effetti dei tagli ma vuole anche contribuire a individuare e focalizzare gli sprechi – che esistono e in maniera rilevante – e ad individuare le strategie per abbattere quei costi inammissibili ridando così efficienza, leggerezza e razionalità a tutta l’organizzazione interna dell’”apparato sicurezza”. Per raggiungere questo obbiettivo le strutture del Silp in Lombardia, a loro tempo, sono state mobilitate e tutti, poliziotti e cittadini, potranno continuare a segnalarci suggerimenti, abusi, disfunzioni e sprechi riguardanti il reparto sicurezza semplicemente con la compilazione di un modulo reperibile sul nostro sito internet. Gli sprechi, le scelte organizzative farraginose, la tutela delle caste a danno dei cittadini e della sicurezza loro e degli stessi lavoratori di tutto quel comparto ci sono, eccome se ci sono! E si tratta di argomenti tangibili a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale. Troppe Polizie.

Semplice, elementare: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria, Polizie Provinciali, locali, consorzi… Tutte quante con caserme, uffici burocratici, uffici centrali, regionali, provinciali, mezzi e automezzi e così via. Tutte, spesso, a fare le stesse cose, i cui operatori, spesso, a intralciare il lavoro degli altri pur di primeggiare. Occorre coraggio. Le resistenze alla trasformazione e allo svecchiamento di tutto l’insieme e all’unificazione delle Forze di Polizia – unificazione e non coordinamento perché di coordinamento si parla da lustri senza alcun effetto – traggono la loro origine dalle caste e dai vertici delle istituzioni stesse. Sia ben chiaro che di vertici e di caste si parla perché i lavoratori non opporrebbero alcun ostacolo a scelte innovative in quanto, vivendo quotidianamente a stretto contatto con le persone normali che sono poi le destinatarie finali del loro lavoro, si rendono conto della illogicità di un sistema così articolato, a volte obsoleto. Basta! Non possiamo continuare a far pagare al cittadino – e cittadino è anche il lavoratore di Polizia – gli interessi delle caste. Occorre che la cittadinanza e le istituzioni bresciane – conclude la nota – in un momento sociale come questo sappiano quali sono le condizioni lavorative con le quali convivono quotidianamente gli operatori della sicurezza, preoccupati per il pericoloso prolungarsi di uno stallo istituzionale che sta mettendo a dura prova l’intero Comparto Sicurezza.