GARDA – Anguille e diossina: il dottore dell’Ulss andrà a processo

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Il caso delle anguille con alti valori di diossina risale al febbraio del 2011, ma la procura stava già indagando sulla questione a partire dall’agosto del 2008, quando era stato riscontrato il superamento dei livelli di azione. Il sostituto procuratore aveva chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Salvelli, dirigente veterinario dell’Ulss 22 e responsabile per il Garda. L’accusa formulata a suo carico era quella di aver omesso di compiere tempestivamente un atto del proprio ufficio.

Garda diossine4Ora è tempo di processo: a giudicare e decidere circa la penale responsabilità dell’imputato sarà il collegio presieduto da Marzio Bruno Guidorizzi, essendo stata accolta, nei giorni scorsi, dal Gup la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm. Per il momento non è stata formulata richiesta di rito alternativo e, quindi, il processo si svolgerà secondo il rito ordinario. Un processo che potrebbe finire col coinvolgere una molteplicità di soggetti, istituzioni comprese in quanto il pm potrebbe andare a sindacare il modus operandi delle tre Regioni che si affacciano sul Garda, le decisioni del Ministero della Salute. Infatti, i difensori dell’imputato, gli avvocati Francesco Delaini e Giovanni Biondaro, ritengono che il medico abbia richiesto controlli ai vertici che non avrebbero fatto altro che rimpallare la richiesta, senza agire in concreto.

Non è d’accordo la procura, rappresentata in giudizio dalla dottoressa Ardito, che invece pensa che il medico abbia omessi di comunicare a chi di dovere il superamento dei limiti di legge, stabiliti dalla Raccomandazione della Commissione CE del 6 febbraio 2006.