PADENGHE – Casa di riposo in “tempesta”, congelati i beni della Beretta

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“Ogni paragone con le precedenti Case di Riposo di Padenghe e Polpenazze è assolutamente improponibile. Questo è davvero un altro mondo, un passo avanti importante, per dare solidità e certezza alla Fondazione e per fornire un servizio indispensabile alle famiglie, che spesso si trovano a dover gestire da sole situazioni difficili. La nuova struttura saprà certamente proporsi come un punto di riferimento per iniziative rivolte alla terza età”. Con queste parole, il 26 novembre 2011, venne  inaugurata la nuova RSA di fronte alle principali autorità politiche, economiche e religiose del posto.

rsa padenghe
RSA Beretta S.Giuseppe

Purtroppo la struttura non nasceva sotto una buona stella. Il posto scelto per l’ubicazione si rivelò ben presto inadatto, dato che il più piccolo rovescio temporalesco trasformava quello che avrebbe dovuto essere un parco in una palude impraticabile. Spesso l’acqua piovana, non essendoci possibilità di scolo, entrava nelle stanze inferiori dell’edificio e non tutti gli ospiti sembravano gradire la nuotata fuori programma. Ma a far acqua da tutte le parti non era solo la costruzione. Nonostante le numerose agevolazioni, anche i bilanci delle onlus coinvolte cominciarono a presentare qualche “falla”. I costi di gestione, di molto superiori agli incassi coperti dalle rette dei 60 ospiti della struttura, portarono presto al taglio del 50% degli stipendi del lavoratori della cooperativa Progetto Salute al servizio della casa di riposo e a problemi di pagamento dei fornitori. A causa di quest’impasse, pochi giorni fa, il Tribunale di Brescia ha disposto il sequestro cautelativo dei beni e dei crediti della Fondazione F.lli Beretta, che gestisce la RSA, per un totale di 600.000 euro.

“Gli unici debiti della Fondazione, – ha spiegato Antonio Faro, presidente dalla scorso Agosto – sono quelli relativi al Frisl regionale cui abbiamo partecipato per i miniappartamenti protetti che poi non abbiamo realizzato, e per i quali dunque dobbiamo restituire alla Regione i fondi, e quelli verso la Progetto Salute. Avevamo pensato di risolvere entrambe le questioni con l’accensione di un mutuo, ma il sequestro ci impedisce di fatto di ricorrere a finanziamenti e, di conseguenza, non ci permette di saldare i due debiti”.

Si tratta di un fulmine in un cielo già poco sereno che, di fatto, limita la difficile opera di taglio delle spese e rinegoziazione dei contratti portata avanti dal neopresidente. Al momento la casa di riposo continua ad operare senza conseguenze di rilievo, ma è chiaro che tale situazione non potrà essere sostenuta a lungo.