VALCAMONICA – Crocifixus si fa in tre tra Edolo, Zone e Riva di Solto

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Crucifixus Festival di Primavera propone per sabato 13 aprile un triplo appuntamento.

Non c'è mai silenzio
Una scena di ‘Non c’è mai silenzio’

La Chiesa di San Giovanni a Edolo ospita alle ore 20.45 “Non c’è mai silenzio” con Elisabetta Salvatori, che ci racconta la strage della stazione di Viareggio. É il 29 giugno 2009, e alla stazione di Viareggio passa velocissimo un treno merci, che deraglia: il gas GPL uscito da una cisterna esplode e infiamma la stazione e le vie circostanti, distruggendo intere esistenze, case, strade, e portandosi via le vite di 32 persone. La storia di un treno che correva troppo forte, che trasportava gas e che non era stato revisionato correttamente. Elisabetta Salvatori racconta quelle strade, quelle esistenze, e una città ferita che ha saputo trasformare il dolore in forza che non sta ferma ad aspettare, che si muove, che denuncia. Che non permette di dimenticare questa vicenda.

A Zone debutta alle 20.30 “Perdere la testa” di Carlo Susa, che racconta la vita e la morte di San Giovanni Battista, patrono del Paese. Lo spettacolo ha luogo nella splendida Chiesa parrocchiale a lui intitolata ed è interpretato da una trentina di attori non professionisti; si concentra in particolare su due momenti della vita di Giovanni Battista: la predicazione presso il fiume Giordano, nel corso della quale avvengono l’incontro con il Cristo il suo battesimo, e la condanna a morte per decapitazione nella fortezza di Macheronte, in seguito alla celeberrima danza di Salomè e della sua richiesta al re Erode.

A Riva di Solto va in scena “Sangue e acqua”: tradizione e contemporaneità tornano a confrontarsi dando vita per il terzo anno consecutivo al lavoro creativo di tre comunità. Se veramente fare domande è più difficile che dare delle risposte in un mondo assetato di “verità assolute”, come reagirà il pubblico chiamato ad interrogarsi su “Che cosa sarebbe successo se…?” ripercorrendo gli attimi più tragici e densi di dolore delle ultime ore della vita del Messia? Un evento in cui il pubblico torna ad essere protagonista e artefice, come in un gioco o forse più come in uno show. Insieme a centinaia di comparse e attori, lungo le vie dell’antico borgo rivierasco, il pubblico viene invitato a portare acqua, con le proprie domande, al pozzo dell’umanità che non trova di che dissetarsi.