BRESCIA – Il M5S ha citato il caso Pcb Caffaro a Montecitorio

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Ieri, martedì 9 aprile, la deputata del Movimento 5 Stelle Tatiana Basilio ha esposto alla Camera dei Deputati la situazione in cui versa Brescia a causa della contaminazione del SIN Caffaro – si legge in una nota diffusa dal gruppo – chiedendo una relazione del Ministro dell’Ambiente Clini, la creazione di una commissione parlamentare e un intervento per sollecitare l’istituzione di una commissione in Regione Lombardia. (La richiesta di aprire una commissione speciale sull’inquinamento industriale e le relative bonifiche presentata dai consiglieri regionali del M5S, infatti, non ha ottenuto l’appoggio di nessuna forza politica ed è rimasto inascoltato come ribadito da Silvana Carcano nel suo intervento dello scorso 4 aprile). Questo è il testo dell’intervento di ieri:

Caffaro“Egregio Presidente, Colleghi Deputati,

Vogliamo portare alla vostra attenzione il caso Caffaro della città di Brescia, caso che ha riacceso i riflettori con la trasmissione “Presa Diretta” del 31 marzo 2013. Riteniamo che il caso in questione sia di rilevanza e di gravità assoluta, tanto da costituire uno dei 57 Siti di Interesse Nazionale, individuati dal Ministero dell’Ambiente già nel febbraio 2003. Da anni il Movimento 5 stelle si occupa di questo sito, affiancando i comitati cittadini, ma solo la nostra presenza in Parlamento finalmente ci permette di esporvi il caso in maniera diretta.

Alcuni dati significativi: il territorio inquinato è di 7 Km2 coinvolgendo una popolazione di circa 30.000 cittadini, con livelli di contaminazione del sangue da diossine decine di volte superiori a quelli degli abitanti di Taranto, più elevati di quelli dei cittadini di Seveso, insomma senza riscontri al mondo secondo la letteratura scientifica. Per mezzo secolo, dall’azienda Caffaro è stato sversato nel silenzio e nell’ignoranza (vogliamo credere) della gestione, un prodotto chimico universalmente considerato altamente cancerogeno e dannoso per la vita: il PCB. 150 tonnellate di PCB sono state  riversate nelle rogge limitrofe al sito industriale, contaminando le falde e i terreni agricoli che venivano irrigati con quelle acque. Di conseguenza i PCB, insieme alle diossine, sono entrati nella catena alimentare arrivando fino ai vertici, ovvero nel sangue e nei tessuti degli esseri umani.

Attraverso il latte materno, le madri hanno trasmesso ai loro figli queste sostanze, che per il livello di tossicità vengono paragonati alla diossina di Seveso, come ha recentemente sancito lo Iarc, l’istituto per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità. Riteniamo che il problema sia stato sottovalutato da tutte le istituzioni ad ogni livello per troppo tempo, così come riteniamo che vi sia una lapalissiana correlazione tra l’attività produttiva della Caffaro e l’alta incidenza di malattie tumorali riscontrata nella popolazione attorno al SIN in questione. Si è voluto colpevolmente far credere che la bonifica potesse essere rinviata alle calende greche, surrogata da un’Ordinanza del sindaco di emergenza reiterata di 6 mesi in sei mesi, da 11 anni, di interdizione a qualsiasi uso dei suoli da parte dei cittadini.

Ordinanza che tutti sanno non poteva e non può essere rispettata esponendo ancora oggi i cittadini alla contaminazione. Premesso ciò, siamo a chiedere che il Ministro Clini venga a relazionare in aula in merito alla bonifica del SIN Caffaro, che quantifichi le risorse stanziate per gli interventi, quelle finora spese e le tempistiche previste per la bonifica. Infine, data la rilevanza del caso Caffaro e considerato che la proposta fatta dai nostri colleghi del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia in merito alla creazione di una Commissione Speciale per avviare la bonifica di siti interessati da inquinamento industriale, non è stata supportata da alcun partito politico, siamo qui a chiedere a voi tutti, Presidente e colleghi Deputati, di valutare l’istituzione di una Commissione Parlamentare o, ancor meglio, un vostro palese intervento affinché tale Commissione possa essere creata nel più breve tempo possibile presso la Regione Lombardia”.