BRESCIA – Elezioni in Confartigianato: la lista Balasso è una bufala colossale

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Pareva potesse scuotere dalle fondamenta la più grande associazione sindacale delle categorie artigiane della nostra provincia. Invece la sfida lanciata dalla “gioiosa macchina da

Il mancato sfidante Gian Paolo Balasso
Il mancato sfidante Gian Paolo Balasso

guerra di Balasso” è finita ancor prima di cominciare. Alle 12 di ieri, data in cui le liste in competizione dovevano essere presentate all’ufficio competente, Gian Paolo Balasso e i suoi guerrieri hanno dato forfait.

In un’atmosfera quasi surreale, nella sede di via Orzinuovi, in molti sono rimasti basiti di fronte a tanta inconsistenza. Le ragioni ufficiali – immediatamente fornite alla stampa – sono che lo sfidante di Massetti ha scelto di ritirare la propria candidatura “per non creare una frattura all’interno dell’organizzazione”, accontentandosi di “aver lanciato un segnale forte di cambiamento e di rinnovamento dei vertici”.

Non si capisce bene quale sia il cambiamento che ha generato la mancata sfida di Balasso, visto che Massetti è andato tranquillamente per la sua strada presentando la sua squadra alla Ca Noa senza batter ciglio fino alle 12 di ieri, quando ha confermato le stesse persone anche ufficialmente. Né quale “frattura nell’organizzazione” si potesse creare: Massetti era stato votato da circa il 90% dei delegati quattro anni fa e ha avuto un’investitura praticamente “bulgara” dagli incontri che i saggi hanno avuto qualche settimana fa con i delegati delle categorie e dei mandamenti.

Anche il segnale – a detta di molti – invece che essere “forte” è stato abbastanza divertente. Pare, ma sono fonti non ufficiali, che alcuni nomi, presentati da Balasso in lista come rappresentanti “dei territori”, abbiano ritirato la firma dalla lista prima che questa fosse presentata, forse opportunamente informatisi – all’ultimo momento – sulla mole di lavoro che proprio sui “territori” aveva svolto il presidente uscente Massetti che – fin dal suo insediamento – proprio ai territori e alle categorie ha dedicato impegno e risorse.

Il “mancato sfidante” afferma che ora, dopo questa “provocazione” spera di avere l’occasione per un confronto in una pubblica assemblea che parrebbe non essere mai stata convocata dal presidente uscente.

Domenica 14, data delle elezioni per il rinnovo cariche, avrà – riteniamo – questa possibilità.

Intendiamoci, la politica italiana ci ha abituato a tutto. Ma vedere anche nella nostra provincia una vicenda tanto paradossale mi fa venire in mente il grande Flaiano che andava ripetendo “che la situazione poteva essere tragica, ma non era certamente seria”.

Quanta ragione aveva.