MARCHENO – Case allagate a Brozzo per una condotta idrica che si rompe

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Una bomba d’acqua. Non si può definire diversamente ciò che, poco dopo la mezzanotte scorsa tra venerdi e sabato, si è riversato sulle case e sulla strada all’imbocco dell’arteria che, dopo il ponte di Brozzo, porta a Lodrino. La condotta che raccoglie l’acqua del Mella all’altezza del Forno Fusorio di Tavernole e la porta fino a Brozzo per alimentare la centralina idroelettrica di proprietà della Ghidini Trafilerie di Lumezzane è improvvisamente esplosa nel tratto finale, provocando una vera e propria cascata inarrestabile che ha invaso la strada e alcune abitazioni.

La zona dove è scoppiata la condotta
La zona dove è scoppiata la condotta

Per fortuna nessun ferito e quanti dormivano nelle loro camere sono riusciti a salvarsi, alcuni sono stati svegliati dall’acqua entrata nelle camere. La pressione inaudita dell’acqua non ha risparmiato le vicine scuole elementari, la chiesa e la rimessa di Valtrompia Soccorso, la strada trasformata in un fiume è stata interdetta al passaggio. Una forza inarrestabile che ha travolto anche il muro di contenimento dell’oratorio che, per un po’ ha fatto da barriera ma è poi ceduto sbriciolandosi nel Mella.

Al lavoro i vigili del fuoco di Lumezzane e Brescia insieme ai volontari della Protezione civile. Con le idrovore hanno aspirato quanto possibile, soccorrendo anche quanti si trovavano nelle case. I danni maggiori per la palazzina della famiglia Zappa, con i piani bassi e garage completamente allagati, auto inservibili e colonne del porticato incrinate. “Nella disgrazia una fortuna – dice Italo Zappa – questo finimondo non è successo di giorno, quando decine di bambini e di genitori sono nei pressi della scuola elementare. Con la forza dell’acqua così dirompente e la strada allagata per mezzo metro non so come sarebbe andata a finire.

Una tragedia sfiorata e annunciata – dice ancora Zappa – da tempo noi avevamo segnalato che la condotta era ormai obsoleta, ma ci rassicuravano…”. La centralina, realizzata nel 1938, era della ex Redaelli e in seguito fu acquistata dalla Ghidini Trafilerie di Lumezzane per la produzione di energia elettrica conto terzi. La condotta è ceduta nel tratto finale che porta l’acqua alla centralina idroelettrica posta sul lato destro della strada in prossimità del fiume Mella. E’ ben visibile un buco di circa un metro e mezzo per  un metro da dove è fuoriuscita l’acqua che con la sua forza ha  provocato ingenti danni.