GARDA – Tassa di soggiorno: albergatori per un aggio

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Gli albergatori ed i gestori delle strutture ricettive del lago di Garda si sentono – usando la terminologia adottata dalla Corte dei Conti – veri e propri ‘agenti contabili’. L’introduzione della tassa di soggiorno, infatti, non solo è andata a penalizzare le strutture gardesane in quanto a presenze, ma ha costretto anche gli albergatori ad improvvisarsi soggetti contabili, giacché in caso di eventuali errori nell’incasso devono risponderne alla pubbliche amministrazioni.

Garda tassa soggIn modo particolare, gli albergatori temono, nel caso in cui venga commesso un errore di tal sorta, di essere accusati di aver provocato un danno alle casse del Comune e quindi vengano chiamati a rifondere l’ente locale della perdita. Oltre ai profili legali, anche quelli economici destano preoccupazioni: riscuotere e versare la tassa comporta infatti costi non trascurabili per le strutture ricettive, a fronte dei quali non viene erogato alcun tipo di rimborso.

Gli albergatori, dunque, sono sul piede di guerra e ambiscono, per lo meno, a vedersi risarciti dagli enti locali i costi sostenuti per il servizio. In altre parole, chiedono un aggio.