BRESCIA – Liceo Brera: la parola passa alle brave ballerine della 1A

0

Vi abbiamo lasciati, la scorsa domenica, con un chiaro indizio circa chi avrebbe aperto “Giovani atleti raccontano”, quest’oggi. Ebbene, diamo la parola ad Aurora Cappelli, classe I A.

Aurora Cappelli
Aurora Cappelli

«Si può dire che lo sport é il campo semantico della mia vita: da che sono a questo mondo, quattordici anni per l’esattezza – spiega Aurora, – ho praticato moltissimi sport: ginnastica artistica, pallavolo, nuoto, atletica, basket.

Ma la passione per la danza é nata in me fin da piccola, all’incirca all’età di tre anni. Non so come sia nata, ma ora la amo e non riesco più a farne a meno.

Ho fatto alcuni tipi di ballo, ma in particolare mi piacciono le danze caraibiche.

Questo tipo di danza lo pratico da circa sette anni, e dopo tanti sacrifici, dall’anno scorso sono arrivata a fare gare a livello agonistico nella scuola di ballo “Spazio Danza”, a Roncadelle.

Sono molto fiera di quello che ho fatto perché era il mio sogno più grande.

Quando ballo provo sensazioni uniche, che neanch’io so spiegare.

Alle gare, anche se non sembra, sono agitatissima e ho molta paura di sbagliare, ma una volta che è partita la musica nessuno riesce più a fermarmi, e questo accade anche durante le esibizioni.

Alcuni non apprezzano oppure non capiscono l’utilità di questo sport, ma basta provare solo una volta per capire quante cose ci sono dietro a un semplice passo.

Aurora Cappelli
Aurora Cappelli

Ho comprato le mie prime scarpette da ballo circa un anno e mezzo fa: la gioia nell’indossarle e ballarci é immensa, perché questo piccolo acquisto voleva dire entrare a far parte di un vero gruppo di ballo, e questo per una ballerina non ha prezzo.

In quest’arte ho conosciuto bellissime persone che mi hanno aiutata a crescere, che mi sono sempre state vicine e senza le quali non avrei potuto far tutto questo.

Danzare non significa solo imparare una coreografia o saper fare qualche acrobazia, ma unire anima, corpo e sentimenti in un solo movimento; e ve lo assicuro che non è facile, ma se c’è la passione tutto e possibile.

Un’altra cosa che fa parte della mia vita é il karate.

Lo pratico da soli quattro anni presso l’associazione “Hiroshi Shirai” di Rodengo Saiano e in questo periodo ho voluto prendermi un pausa, ma molto presto riprenderò, perché non ce la faccio a starne senza.

Mi sono affezionata a quella immensa palestra, a tutti i miei compagni che si allenano con un kimono e a piedi nudi come i bambini! Dopo una prova, una gara ci abbracciamo e ci sentiamo sempre a casa.

Anche se abbiamo diverse età siamo un’unica famiglia, molto grande e casinista, dove i più maturi si occupano dei più piccoli: siamo inseparabili.

Quando mi devo esibire o gareggiare sento l’adrenalina scorrere nelle vene, sono carica: “Come andrà…andrà”, ma io mi sento fiera perché so di aver dato il massimo, e se perdo porto rispetto per il mio avversario che mi ha aiutata a capire che devo ancora migliorarmi.

Questa passione é nata da una curiosità di capire come sono le arti marziali, ma poi mi ci sono appassionata. Alla mia primissima gara sono riuscita a salire sul podio dopo solo tre mesi che praticavo karate.

Ho capito che vale la pena continuare e ora faccio parte della categoria agonisti, il massimo che si potrebbe desiderare da una karateka. So che potrò andare lontano!

Ho realizzato molti sogni, ma ne manca uno: imparare a giocare a calcio insieme ad altre ragazze. Ritengo però che questo non sia il momento migliore di realizzarlo per vari impegni sportivi e scolastici, ma ho tutta la vita davanti e non si sa mai cosa mi potrà riservare il futuro».

Meno prolissa ma comunque profonda e pregnante è l’esperienza di Federica Sepati, altra bravissima ballerina, compagna di classe di Aurora:

«All’età di nove anni, ho iniziato a frequentare il corso di Danza Contemporanea.

Federica Sepati
Federica Sepati

Mentre danzavo, dall’altra parte della palestra alcune ragazze facevano capriole, ruote, lanciavano palle, cerchi e altre cose.

Tutti questi aspetti mi incuriosivano moltissimo, e fu così che anche io iniziai a praticare la Ginnastica Ritmica. Ho continuato ad allenarmi nella Danza Contemporanea, ma è da quasi cinque anni che pratico anche la Ginnastica Ritmica, con la società Capriolese, che rientra nella società Brixia.

Quest’ultima si pratica in palestra, sulla pedana; esistono vari livelli. Durante allenamento, quando faccio l’esecuzione, o il balletto con la musica, non penso più a niente, mi sento libera. Su quella pedana ho provato tante emozioni: gioia, dolore, paura..

Ho fatto tanti sacrifici per questo sport, tante lacrime sono state versate per esercizi che non mi uscivano, per nervosismo; ma voglio comunque continuare, perché ormai questo sport è importante, fa parte di me.

Da quando ho iniziato la Ginnastica Ritmica, inoltre, ho capito il significato di “lavorare” insieme».

Augurando una serena Pasqua a tutti voi, vi diamo appuntamento alla prossima domenica.