VALCAMONICA – Crollo dei redditi, le famiglie camune sono le più povere

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La crisi economica in cui l’Italia versa morde e a farne le spese sono, in primis, le tasche degli italiani. In provincia di Brescia a fare la peggio sono gli abitanti della Valcamonica, come emerge dal 5° rapporto Acli sui redditi bresciani. Nella nostra Provincia, il reddito medio è calato negli ultimi 4 anni del 2% e i dati raccolti sono abbastanza allarmanti. Basti pensare che un bresciano su tre non arriva ai 15mila euro lordi all’anno. Le dichiarazioni dei redditi più cospicue sono quelle del Garda e in controtendenza c’è anche la Bassa, dove il reddito medio è addirittura cresciuto negli ultimi 4 anni.

V povertàNumerose, di questi tempi, sono le domande d’aiuto, giacché la crisi economica nella quale l’Italia versa ha impoverito le famiglie, costringendole talvolta a situazioni di estrema povertà, nelle quali diviene difficile, a volte impossibile, riuscire a soddisfare i bisogni primari.

Tra le tante richieste di aiuto accolte e finanziate dalla Fondazione Provinciale Bresciana per l’Assistenza Minorile una proviene proprio da Malonno, in alta Valcamonica. Si tratta della domanda presentata da una famiglia di quattro persone: il padre disoccupato da sei mesi, la madre, casalinga, affetta da una malattia degenerativa che spesso la costringe a letto e due bimbe, di 12 e 15 anni, disabili, una affetta dalla sindrome di Down e l’altra da una deficienza infantile. Insomma una famiglia che non può di certo permettersi il lusso di vivere, ma si vede costretta a sopravvivere, con tanti sacrifici, ad una quotidianità straziante.

Un’altra domanda, invece, proviene da Bienno e riguarda una famiglia di extracomunitari in stato di emergenza: il padre fa l’operaio in una ditta della zona, la madre è casalinga e deve accudire un bimbo di 7 anni disabile costretto, per una sindrome congenita, all’immobilità ed alimentato con un sondino.