Ora basta!

0

Non sarò certamente il primo a scriverlo, anzi. A tal fine vi rimando a due editoriali apparsi su “il Sole 24 ore” e il “Corriere”. Non proprio due bollettini parrocchiali.

imagesMa ora basta. Basta con questa classe politica di centro-destra-sinistra-pentastellata-ecc… che sta lacerando il già fragile tessuto sociale ed economico italiano, ormai da anni sottoposto a tensioni che il governo dei tecnici ha portato all’esasperazione elevando il livello di oppressione fiscale fin quasi al 70% (si chiama “total tax rate”).

Quel grande economista di superMarioMonti, che tanta baldanza e superbia mostrava nei giorni belli in cui tutti lo osannavano come salvatore della patria, ora se ne esce in Parlamento dicendo che  “non vede l’ora di essere sollevato dall’incarico”. Lui non vede l’ora! S’immagini noi, che sono mesi che l’andiamo scrivendo a destra e a manca.

L’ultima grande cazzata l’ha combinata lasciando che tutto il peso di una vicenda – che ha gettato l’Italietta nel ridicolo – come quella dei due marò del San Marco, ricadesse sulle spalle dei due soldati costretti a tornare in India, dopo che sono stati gli unici a fare il loro dovere e a dimostrare di avere il senso del dovere e dell’onore. Quel senso – dovere e onore – che i politici italiani stanno dimostrando di non avere assolutamente.

E pensare che le condizioni uscite dalle urne erano perfette. Quasi totale equilibrio tra destra e sinistra e un bel manipolo di guastatori pentastellati a far da guardiani della rivoluzione in Parlamento: quale miglior panorama per fare tutte le riforme sufficienti e necessarie per rilanciare il paese nel novero delle moderne democrazie?

Certo, ci volevano uomini politici di buona volontà e totale disinteresse.

Non questa classe di cialtroni capaci solo di pensare ad interessi personali o di bottega che si sbatte in faccia reciproche accuse di scarsa responsabilità. Per fortuna ci siamo risparmiati le pippe di Pierferdy che ha avuto il buongusto di starsene zitto da parte e di Gianfry che fortuna ha voluto rimanesse fuori, come tanti altri soloni e predicatori buoni per tutte le stagioni.

Volete che li elenchi? Risparmiatevelo. Rimarremmo qui fino a domani mattina.

Intanto i segnali che la devastazione sociale sta crescendo sono – praticamente – quotidiani. Imprenditori falliti che rapinano banche o gioiellerie. Gente normale, non clochard, che rovistano nei cassonetti della spazzatura in cerca di cibo e vestiti. Famiglie ex piccolo borghesi che si affacciano alle porte della Caritas per un piatto di pasta e un pezzo di pane. Esagerazioni? Andate sul territorio. Provate a parlarne con chi fa volontariato, o andate a chiedere a quei bottegai di paese o delle nostre valli che fanno fatica a tirare fine mese e pagare i fornitori, ma che caritatevolmente sono ancora disposti a far credito a quei pensionati o disoccupati che non riescono più a pagare le bollette. Poi vedrete se sono esagerazioni.

Intanto le banche che fanno? Vogliamo parlarne? Un esempio per tutte? Andatevi a leggere il nostro articolo su una vicenda capitata a Dello, non alla fine del mondo, e notate quanti commenti ha generato da parte dei lettori. Naturalmente questa delle banche è una partita sulla quale torneremo con approfondimenti in futuro, perché è un campo su cui si gioca davvero la ripresa economica da un lato e la capacità della politica di riscrivere alcune regole basilari in campo finanziario affinchè non succedano più cataclismi globali di cui tutti finiamo per pagarne le spese.