ALTO GARDA – Continua la polemica sui cinghiali, Comunità montana vs Regione

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Rovinano i prati, fanno scappare le mucche, abbattono i muri delle case: la protesta contro i cinghiali, nell’Alto Garda, non sembra intenzionata a placarsi. Ed il problema continua a rimanere irrisolto.

Alto G cinghialiA livello istituzionale continua il braccio di ferro tra la Comunità Montana, che ha chiesto alla Regione che il territorio del Parco dell’Alto Garda venga classificato come ‘non idoneo’ alla presenza del cinghiale, ed i cacciatori, che, al contrario, difendono con forza la loro passione. Nella controversia, però, si è inserito un terzo soggetto, che ha deciso di far sentire anche la sua voce: il mondo agricolo, che si interroga sulle sorti dei boschi e dei pascoli. Se continueranno ad essere devastati dai cinghiali, hanno detto, saranno destinati ad essere abbandonati ed essere quindi esclusi dallo sfruttamento economico.

Enzo Dallaglio, un cacciatore, ha avviato nei giorni scorsi una raccolta di firme tra coloro che possiedono campi agricoli e si vedono costretti a non poter beneficiare del raccolto. Il tutto in difesa dell’ambiente. Altri dati allarmanti circolano nell’Alto Garda: sembrerebbe che il numero dei caprioli sia drasticamente diminuito e che a rischio ci sia anche la produzione del formaggio Tombea e la sorte delle aree protette per uccelli. A ciò deve aggiungersi che la massiccia e incontrollata presenza di cinghiali potrebbe cagionare danni anche al turismo.

Il Presidente della Comunità Montana Davide Pace, nonché sindaco del Comune di Valvestino, ha deciso di revocare la decisione adottata dal suo predecessore con la quale la zona era stata dichiarata compatibile con la presenza dei cinghiali. La Regione Lombardia deciderà sulla questione con apposita delibera, dettando anche le direttive, e si prospetta l’eventualità che possa essere disposta l’abbattimento anche in quelle zone dove la caccia è vietata.

Bruna Comini, dirigente dell’Ersaf, si è detta terrorizzata dal fatto che si parli di caccia in deroga o caccia di selezione. L’ente regionale il Parco istituiranno, se questa sarà la decisione definitiva, dei punti di sparo con la presenza di personale addestrato che potrà utilizzare solo armi a canna rigata e proiettili senza piombo.

Inoltre, se le cose andranno in tal senso, nei ristoranti e nelle trattorie dell’Alto Garda si mangeranno molti più piatti a base di cinghiale.