BRESCIA – Liceo Brera, racconti di sport tra danza e arti marziali

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Sebbene siano discipline esteriormente molto differenti, la danza e le arti marziali hanno certamente molti aspetti in comune: autocontrollo, equilibrio, forza, disciplina, meditazione, presa di coscienza del proprio corpo, consapevolezza dei propri limiti e sicurezza nelle proprie capacità.

Ecco perché oggi, per “Giovani atleti raccontano”, abbiamo deciso di proporvi due racconti in apparenza profondamente diversi, ma allo stesso tempo molto simili.

Diamo la parola a Jacopo Gelmini:

«Sono un ragazzo di seconda superiore, vivo nella provincia di Brescia sul lago di Garda e pratico danza classica, moderna e contemporanea.

Jacopo Gelmini
Jacopo Gelmini

A ballare ho iniziato a sei anni e da quel momento non ho più smesso: ormai sono già dieci-undici anni che ballo. Ballo in una società che si chiama “Garda Dance Center A.S.D.“, e lo faccio a livello agonistico. La mia società si trova a Toscolano Maderno, sempre sul lago di Garda. Faccio un allenamento di quattro ore per tre volte a settimana. Di solito, nel periodo antecedente le vacanze di Natale e verso la fine della scuola, prepariamo un saggio nel quale ognuno di noi mostra alcune coreografie imparate durante l’anno.

Mi alleno anche durante l’estate, per circa tutto il mese di luglio.

Da piccolo ho fatto uno stage con Anbeta che è durato una settimana, nel quale mi ha insegnato molte tecniche che uso ancora adesso, nel ballare. Ogni anno vado a Gubbio a ballare in un teatro per un giorno: qui ho vinto una borsa di studio che mi ha permesso di andare per una settimana a Nettuno, vicino a Roma, a fare uno stage gratuito.

Ho pagato l’albergo e il viaggio, ma lo stage l’ho fatto totalmente gratis, quindi ho cercato di sfruttare al meglio quella occasione facendo più lezioni possibili.

Mentre quest’anno, nel mese di marzo, andrò a Roma a fare uno stage di due giorni con il “New York City Ballet“, in cui li vedrò anche ballare.

La danza è la mia passione e mi impegno al centodieci percento, continuando a fare sacrifici».

Tocca ora alla lotta greco-romana, raccontata da Giovanni Omeri che, nonostante si sia stabilito in Italia da pochissimo, ha saputo esporre con chiarezza la sua storia:

«Ciao! Mi chiamo Giovanni Omeri e a settembre mi sono trasferito in Italia per sempre. Ho sedici anni e sono in II A, al liceo Gianni Brera.

Giovanni Omeri
Giovanni Omeri

Fino ad otto anni fa ho vissuto in Bielorussia, poi ho cominciato a venire in Italia due volte all’anno: una volta d’estate, per due mesi, e l’altra d’inverno, solo per un mese. Poi tornavo in Bielorussia. Appena è stato possibile la mia famiglia italiana ha voluto subito adottarmi. Quella decisione è stata meravigliosa! Però non è stato cosi semplice, perché la Bielorussia ha chiuso tutte le adozioni: io e la mia famiglia adottiva non sapevamo più cosa fare. Eravamo davvero dispiaciuti. Questa faccenda è durata otto anni, dopo i quali sono riuscito a partire per l’Italia. E così sia che io che mia nuova famiglia, ora siamo felici!

Io ho praticato tante diverse attività sportive. Ma più di tutto a me è piaciuta la lotta greco – romana. E adesso vi racconto le mie esperienze su questo sport.

Innanzitutto è uno sport di arti marziali, disciplina di cui parlo sempre volentieri. Quando avevo la mia prima gara, ero emozionatissimo, perché quella competizione era più importante di qualsiasi altra. Quando mi sono ritrovato davanti all’avversario, la mia espressione allegra è subito cambiata. Io sapevo che l’avversario era molto distratto, quindi l’ho messo subito a tappeto. Questa gara l’ho vinta con grande piacere e enorme è stata la soddisfazione di essere il primo tra quei ragazzi. Ma non mi sono rilassato subito, perché avevo ancora  un paio di avversario da battere. Alla fine di tutte le gare mi ero classificato al terzo posto. Classificarmi al terzo posto per me è stato il massimo, perché quella era la mia prima gara. Quindi io ero molto soddisfatto e ricordo quella vittoria con grande orgoglio».

“Tra danza e arti marziali” non è solo il titolo dell’articolo di oggi. Esso costituisce anche un chiarissimo indizio, che ben descrive chi sarà il protagonista (o la protagonista) della prossima domenica…