ESINE – Sigilli apposti allo svincolo dell’ospedale camuno

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Già si urla allo scandalo, ma è presto per trarre conclusioni. I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Brescia, guidati al cap. Alessandro Placidi, hanno apposto i sigilli, mettendo sotto sequestro, la bretella che collega la Statale 42 all’ospedale di Esine, per un totale 340 metri di lunghezza e 45mila mq complessivi di asfalto.

V Esine svincolo stataleLa ragione di tale provvedimento di sequestro probatorio, adottato dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Brescia, va ravvisata nel fatto che nel cantiere sono stati trovati residui di lavorazioni illegalmente impiegati nella costruzione del fondo statale; residui che avrebbero dovuto essere portati in apposite discariche di trattamento in quanto potenzialmente dannosi per l’ambiente e in modo particolare per le falde acquifere e la natura circostante. Si tratta di scarti da demolizione, quali asfalto, cemento, cemento armato e plastiche di vario tipo.

I militari sono intervenuti a seguito di una segnalazione dell’Arpa, che a sua volta aveva raccolto la denuncia di un privato.

In questi giorni verranno effettuati accertamenti ulteriori e in particolare verranno analizzati campioni già prelevati. Secondo le ipotesi al vaglio degli inquirenti, sarebbero stati intombati nell’asfalto, senza passare dalla necessaria bonifica e dai trattamenti previsti per trasformarli in materia prima secondaria, materiali illegali, dannosi per l’ambiente.

Lo svincolo per l’ospedale di Esine è costato 2 milioni di euro, finanziati al 70% dalla Comunità Montana e al 30% dall’Anas, e l’apertura avrebbe dovuto essere inaugurata a giugno di quest’anno. Vista la situazione, però, è assai probabile che si approdi ad un rinvio. Il committente delle opere è proprio l’Anas, che ha affidato i lavori all’azienda Torrente di Parma, che ha ceduto una ramo di azienda alla Igea Spa di Fontevivo, che a sua volta ha appaltato i lavori alla Pedretti di Bienno.