MILANO – Riforma Brunetta contro pausa caffé nel Pubblico. No di Cassazione e NY University

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Con la riforma Brunetta il pubblico impiego si prepara a vivere una nuova era. Le novità arrivate con il Dlgs 150/09 che detta la nuova disciplina dei procedimenti disciplinari – si legge in una nota diffusa dal fondatore dello “Sportello dei Diritti” Giovanni D’Agata – iniziano a diventare scelte concrete nella gestione delle risorse umane di tutti i giorni.

Pausa cafféTra queste, la nuova disciplina prevede il licenziamento senza preavviso per il dipendente pubblico che si assenta per prendere il caffè al bar. Eppure per Giovanni D’Agata la pausa caffè è un momento molto importante nella giornata di un lavoratore, serve per ricaricare le batterie, nata appunto come break per il caffè, ma in realtà è un concetto un pò più ampio, un momento che ci fa svagare e che ci rende anche più produttivi a lavoro.

Sono della stessa opinione i giudici della Cassazione che con la sentenza 4509/12 avevano precisato che non solo la pausa caffè durante le ore di lavoro è consentita, ma è anche utile perché aiuta a recuperare le energie e dunque a migliorare le prestazioni a lavoro, purchè però sia di pochi minuti. Dello stesso avviso sono i ricercatori della New York University.

Tutto ciò è stato provato scientificamente da una ricerca, secondo la quale il break darebbe al cervello il giusto “stacco” per far riposare i circuiti cerebrali, aiutandoli a riordinare e a conservare le informazioni appena stoccate. I cambiamenti da promuovere non sono questi ma altri – termina la nota – che toccano anche alla politica, intervenendo per esempio sulla burocrazia, sulle infrastrutture, sulla semplificazione.