BRESCIA – 40 anni di Aido: la provincia è la più generosa d’Italia

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Per scattare un’istantanea dei primi 40 anni di impegno dell’AIDO- Associazione Italiana Donatori Organi a Brescia non c’è nulla di più incisivo dei numeri: “Nel 2012 abbiamo registrato il dato record di 29 donatori utilizzati a fronte di 40 segnalati: è un dato ampiamente superiore alla media nazionale, a cui si va ad aggiungere il drastico calo delle opposizioni ai trapianti, che nella nostra provincia si attesta sul 15%, mentre a livello nazionale naviga sul 27-28%”  fotografa così la felice situazione nel bresciano la vice presidentessa Rosaria Prandini: “a chi ci chiede quali siano le ragioni dietro l’elevato numero di donatori rispondiamo generalmente sottolineando tre aspetti: la generosità e la sensibilità storica della provincia di Brescia nei confronti della tematica della donazione di organi, l’ottimo operato dell’equipe degli Spedali Civili guidata dal Dottor Ottorino Barozzi, responsabile del coordinamento locale prelievo organi, e-senza falsa modestia- la presenza capillare e attiva della nostra associazione sul territorio”.

Vgsb2MHI_JltnPcPcUyK7TcWOPKtC-fDNrDjzyIsG3UIl quarantesimo anniversario è l’occasione per ricordare i primi passi mossi dalla sede provinciale, intitolata alla memoria di Laura Astori,  di cui il presidente Lino Lovo racconta la triste ma importante vicenda: “Laura era una studentessa di 18 anni ricoverata presso la IIa Rianimazione degli Spedali Civili di Brescia nel dicembre del ’73: i suoi genitori consentirono al prelievo degli organi per il trapianto, ma il corpo della ragazza non superò le 24 ore necessarie di controllo della morte celebrale. Laura Astori fu il primo caso di potenziale donatrice nella nostra città: anche se non andò a buon fine ispirò i parenti del 23enne Giacomo Bonazza, ricoverato nelle stesse ore al Civile, i cui organi furono poi prelevati e trapiantati all’ospedale di Verona.”

Da allora l’attività della sezione provinciale (la cui fondazione formale risale al 2 aprile del 1973 ad opera di Angelo Onger, figura fondamentale nel lungo iter che l’associazione ha superato per raggiungere i risultati odierni) è cresciuta a livello esponenziale, fino a toccare gli attuali 47.780 iscritti (su 1.300.000 nazionali), ed è più viva che mai, anche grazie alla stretta collaborazione con l’ente Provincia di Brescia: “L’impegno dell’AIDO è encomiabile, soprattutto a livello delle tantissime iniziative su tutto il territorio organizzate ogni anno” ricorda l’assessore Aristide Peli. Nel 2013 a tenere banco sarà il tema della famiglia con la campagna “Donare. Questa si che è vita” che vuole sensibilizzare i familiari, i primi a vivere a stretto contatto con il futuro donatore e a diventare i principali protagonisti nelle tristi e delicate ore precedenti all’espianto: ” Noi diciamo sempre che donare dev’essere una decisione consapevole e condivisa, e la consapevolezza nasce dall’informazione: per questo vogliamo portare la nostra voce nei mercati rionali, negli istituti superiori e nelle università. Proprio in questi giorni abbiamo registrato un successo importante presso il liceo Veronica Gambara, dove a seguito di una nostra presentazione quattro studenti e due insegnanti si sono segnalati come potenziali donatori” sottolinea ancora Rosaria Prandini ” sul finire del 2013 sarà indetto un premio per gli specializzandi della facoltà di Medicina e Chirurgia intitolato alla memoria di Egle Tanzi, affinché i futuri medici si facciano promotori delle tematiche della donazione”.

Altra tematica saliente per l’associazione è la dinamica interculturale e interetnica: “vogliamo dialogare con le comunità straniere per veicolare l’importanza del gesto di donare organi, tessuti e cellule: già in questo senso stiamo tracciando una via prolifica, perché nell’ultimo anno abbiamo acquisito due donatori extracomunitari”.