MILANO – La meccanica ok per il 2013. 15.500 imprese a Brescia

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Le imprese della meccanica e della subfornitura lombarde mostrano segnali di ripresa: a fine 2012, ben oltre la metà delle imprese (57,7%) ha archiviato positivamente l’anno con un fatturato in crescita (38,5%) o stabile (19,2%), anche se il 34,6% ha registrato un calo. Uno slancio produttivo che genera comunque un’iniezione di fiducia negli imprenditori lombardi i quali, nel corso dei primi mesi del 2013, hanno buone aspettative sul fronte del fatturato (in crescita o stabile per il 61,5%), degli ordinativi (in crescita per il 30,8%) e non prevedono di ridurre il proprio organico. Una situazione che lascia dunque ben sperare, quella fotografata dall’indagine  commissionata da Senaf e realizzata in occasione di Mecspe, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione che tornerà dal 21 al 23 marzo a Fiere di Parma, per capire come le imprese del settore stiano affrontando l’attuale situazione economica.

Si tratta di un forte segnale anche per il comparto manifatturiero della provincia di Brescia, un settore strategico per cui operano le aziende della meccanica e della subfornitura, che, secondo Movimprese, conta 15.515 imprese attive a fine 2012 e che rappresentano il 15% del totale regionale. Nelle altre province si registrano, nello stesso periodo, a Milano 30.508 aziende (pari al 29,4% della regione), Bergamo 11.526 (11,1%), Varese 9.847 (9,5%), Monza e Brianza 9.729 (9,4%), Como 6.870 (6,6%), Pavia 4.769 (4,6%), Mantova 4.560 (4,4%), Lecco 4.169 (4%), Cremona 3.205 (3,1%), Lodi 1.645 (1,6%) e Sondrio 1.364 (1,3%).

La fiera Mecspe di apre domani
La fiera Mecspe di apre domani

“Quella che emerge da questa indagine è l’immagine di un’industria della meccanica e della subfornitura lombarda che guarda con ottimismo all’anno appena iniziato, grazie ad ordinativi che si dimostrano adeguati ai livelli di sostenibilità aziendali – commenta Emilio Bianchi, direttore di Senaf.- La forza del comparto risiede storicamente nella capacità di sapere gestire con flessibilità gli ordinativi anche last minute, personalizzando l’offerta e mettendo le proprie competenze al servizio del cliente. Ma dall’indagine, si vede come diventi sempre più apprezzata la soluzione delle cosiddette ‘reti di impresa’: uno strumento che permette alle aziende di condividere il proprio know how, rafforzando ulteriormente la propria posizione sul mercato sia interno ma soprattutto estero. Ed proprio lo scambio di competenze tra gli operatori e l’internazionalizzazione saranno al centro di questa edizione di Mecspe”.

Analisi dell’indagine nel dettaglio – Regione Lombardia

Dati economici: il 2012 e previsioni per il 2013

Le imprese intervistate sono per lo più di piccole dimensioni con un massimo di 49 dipendenti (82,7%) e con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro (38,5%): il 48,1% ha una produzione propria, il 36,5% opera principalmente in conto terzi, mentre il 15,4% adotta entrambe le modalità produttive. Per quanto riguarda la chiusura del fatturato a fine 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le imprese mostrano una situazione di complessiva buona salute: oltre un terzo del campione (38,5%) afferma, infatti, che l’anno passato si è concluso con una crescita – che, per la maggior parte oscilla tra l’1 e il 15% – anche se per il 34,6% degli intervistati il 2012 si è chiuso con un calo, che, per la maggioranza, non supera il 15%. Per il 19,2% il 2012 non ha portato grosse variazioni rispetto al 2011. I dati lasciano ben sperare per l’anno in corso: per i primi sei mesi del 2013, le aziende si aspettano infatti stabilità (32,7%) quando non addirittura fatturati in crescita (28,8%) rispetto allo stesso periodo del 2012. Resta un 21,2% di indecisi che, guardando con cautela all’anno iniziato, non sa ancora cosa aspettarsi, mentre solo un 17,3% prospetta cali di fatturato.

Inoltre, guardando alle previsioni del portfolio ordini per il primo quadrimestre del 2013, oltre un terzo delle aziende (32,7%) dichiara di aspettarsi un numero di commesse sostanzialmente inalterato rispetto al quadrimestre precedente, ma c’è un altro terzo (pari al 30,8%) che dichiara di aspettarsi una crescita, che arriverà fino al 15% (lo afferma il 23,1%). Solo il 17,3% teme comunque la congiuntura e prevede un calo nel portafoglio ordini. L’atteggiamento generale delle imprese rispetto al fattore ordinativi risulta complessivamente positivo, dato che ben il 69,2% afferma che sono adeguati ai livelli di sostenibilità finanziaria aziendali. Una realtà di vitalità imprenditoriale che si riflette anche sul mercato del lavoro: lo scorso anno solo il 9,6% delle imprese intervistate ha dichiarato un calo del livello occupazionale. Per ben il 86,6% delle aziende, invece, la situazione è positiva: il 65,4% ha, infatti, mantenuto stabile il numero di addetti, mentre ben il 21,2% è riuscito ad aumentare il numero di personale impiegato. Ottimismo anche per il primo semestre 2013, rispetto al quale il 69,2% delle imprese prevedono di mantenere inalterato il numero di addetti, se non addirittura incrementarlo (il 15,4% lo afferma): solo un 7,7% prevede un leggero calo.

L’export e le Pmi

A fronte di un mercato interno che risente della congiuntura, l’estero rappresenta per le pmi lombarde un’importante via di rilancio. Il 78,7% delle imprese dichiara, infatti, di rivolgersi ai mercati esteri, con un’incidenza sul fatturato variabile, che per il 38,5% le commesse sovranazionali arriva sino al 15%; per il 9,6% essa è compresa tra il 16% e il 30% mentre per ben il 19,1% dichiara che oltre il 30% del proprio fatturato dipende dall’export. Se si dà uno sguardo alla “geografia dell’export”, tra i partner commerciali degli intervistati, che hanno rapporti di business con l’estero, spiccano gli stati dell’Ue, che sono uno sbocco commerciale per il 95,1% delle imprese, seguiti da quelli dell’America latina e del Medio Oriente e dei paesi arabi (entrambi sbocco per il 19,5% delle imprese), del Sud Est asiatico e dell’America settentrionale (entrambi per il 14,6%). Il 24,4% dell’export è verso paesi del resto del mondo.

La congiuntura, la formazione e le reti di impresa

I dati raccolti danno una fotografia positiva delle imprese lombarde, anche se ciò non significa che il comparto possa dire di aver superato il momento di difficoltà. Infatti, tra le strade che le imprese suggerirebbero al Governo, in via di definizione, per il pieno rilancio dell’economia nazionale spicca la riduzione del carico fiscale per le imprese che creano posti di lavoro (per il 78,8%), seguita da una maggiore vicinanza dei programmi di governo alle politiche industriali (75%) e la riduzione dei costi dell’energia e della burocrazia in eccesso (30,8%) – soprattutto per quanto riguarda gli enti preposti al controllo delle infrastrutture legate ad acqua, gas ed energia. Non secondario per le imprese l’aspetto della formazione degli operatori, dato che il 26,9% ritiene necessario un legame più virtuoso tra mondo dell’istruzione e dell’industria.

La competitività di un’azienda passa anche per la professionalità dei propri dipendenti. Dal lato formazione, il trend si conferma positivo con quasi il 78,8% delle imprese che dichiara di fare formazione per i propri dipendenti: ben il 36,5% prevede corsi di aggiornamento per un totale che oscilla le 40 e le 80 ore complessive, un significativo 32,7% arriva a destinarne almeno 40 ore annue, mentre un 9,6% addirittura oltre le 80 ore. Tra le aree privilegiate quella della produzione (51,9%), del commerciale/marketing (28,8%), della progettazione (21,2%), del service (13,5%) e delle risorse umane (7,7%). Se, come si accennava nel punto precedente, l’estero è un’opportunità per molte imprese lombarde, sul fronte del mercato interno, sostenuta da disposizioni di governo, sta prendendo piede la formula aggregativa delle “reti d’impresa”.

Su questo fronte, però, le aziende lombarde si dimostrano sì favorevoli a questa forma aggregativa (risponde positivamente ben il 65,4%) ma su posizioni prevalentemente attendiste: in particolare, il 38,5% si dichiara a favore ma al momento non sta valutando la possibilità di aggregarsi con altre realtà industriali affini, ed un 7,7% la giudica un’ottima opportunità di business, anche se avrebbe bisogno di enti che li aiutino nell’avvio di questo processo. Solo l’11,5% degli intervistati afferma di esserne già membro ed il 7,7% ha in programma di allacciare rapporti con altre realtà industriali. Nonostante solo il 5,8% esprime chiaramente il suo dissenso, la strada verso le reti di impresa quindi è ancora in salita in Lombardia, dato che oltre gli attendisti, c’è un ulteriore 28,8% che non ha un’opinione in merito.

Gli otto saloni di Mecspe:

Macchine & Utensili – macchine utensili, utensili e attrezzature; Eurostampi e Plastix Expo – il mondo degli stampi e dello stampaggio; Trattamenti & Finiture – trattamenti e finiture delle superfici; Subfornitura – la più grande fiera italiana per le lavorazioni in conto terzi; Motek Italy – l’automazione, la robotica e le trasmissioni di potenza; Control Italy – la metrologia e la qualità; Logistica – i sistemi per la gestione della logistica, le macchine e le attrezzature.

I numeri dell’edizione 2013

1.000 espositori,  26 isole di lavorazione, 11 quartieri tematici, 10 piazze d’eccellenza, 15 convegni e numerosi momenti di miniconferenze organizzati da aziende, università e istituti di ricerca. Nel 2012 i visitatori sono stati 27.483