BRESCIA – Convegno degli Spedali Civili: comunicazione in ambulatorio

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“Comunicare nell’ambulatorio MaRea”. Al centro Paolo VI di Brescia martedì 19 e mercoledì 20 marzo si vuol focalizzare l’attenzione sui metodi di comunicazione nell’educazione del paziente uremico. Nonostante la comunicazione sia il fulcro di qualunque attività sanitaria, i corsi di studio non hanno finora apparentemente ancora dato un ruolo strategico a questo aspetto.

Spedali Civili BsLa comunicazione rappresenta uno strumento fondamentale che, insieme alla conoscenza della metodologia di ricerca, della statistica, dell’inglese e dell’informatica permette di avere quel bagaglio di conoscenze necessario per dare al paziente la miglior cura possibile, aggiornata, chiara e comprensibile per i suoi vantaggi e svantaggi. Chi opera nella sanità e ha rapporti quotidiani con i pazienti cronici frequentemente incontra il problema della scarsa aderenza del paziente alle cure, alla dieta ai consigli sullo stile di vita.

Prima di definire il paziente “poco compliante” alle cure, ci si dovrebbe chiedere se l’informazione è stata data in modo corretto, esauriente e sicuramente comprensibile per un “non-addetto” alla sanità. E prima di dirgli cosa fare bisognerebbe ascoltare con attenzione cosa ha da dire su sintomi, problemi, paure e attese. L’ambulatorio MaReA (o Ambulatorio della Malattia Renale Avanzata), oggetto delle riflessioni, è dedicato ai pazienti con malattia renale avanzata che si stanno avvicinando alla necessità di dover iniziare la dialisi o fare un trapianto.

Scopo dell’ambulatorio è cercare di rallentare il più possibile l’evoluzione della malattia renale per dilazionare il tempo di inizio della dialisi o del trapianto, ma offrendo una buona qualità di vita. L’ambulatorio MaReA afferente all’unità operativa di Nefrologia degli Spedali Civili, segue pazienti con progressione della malattia renale e li porta a confrontarsi con la terapia sostitutiva: dialisi o trapianto. Gli scopi dell’ambulatorio sono la cura, l’informazione e l’educazione al paziente in modo che si prenda carico della sua malattia e la gestisca in prima persona. Tre sono le componenti principali di questo ambulatorio:

A) l’ascolto del paziente, l’insegnamento di tecniche sanitarie (rilevazione di pressione arteriosa, polso, peso, edemi, ecc), degli obiettivi terapeutici e dei mezzi utilizzati per raggiungerli (dieta, stili di vita e farmaci) non sono, in questo ambulatorio, diversi da quelli di altre patologie croniche;

B) fare in modo che il paziente conosca la sua malattia e se ne faccia carico diventando il medico di se stesso;

C) il problema della fine irreversibile della funzione di un organo e la necessità di accettare la sua sostituzione con una macchina o con il rene di un’altra persona.

In tutte queste componenti il messaggio trasmesso aumenta la sua efficacia solo se comunicato in modo adeguato.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO