BRESCIA – Liceo Brera: altri passi di danza con le ballerine più note

0

La Manzin non è l’unica ballerina che abbiamo incontrato in questo piacevole iter.

Vi proponiamo ora, per “Giovani atleti raccontano”, le esperienze che hanno condotto Camilla Bordonali a piazzarsi in un’orbita nazionale e mondiale, per poi proporvi il vissuto di un’altra ballerina che danza a livello agonistico: Valentina Volpi.

«Fin da piccola – scrive la Bordonali – la mia passione più grande è stata per la danza: mi mettevo davanti allo specchio e iniziavo a ballare a mio modo. All’età di quattro anni mia mamma mi portò a provare un po’ di sport, tanto per capire verso il quale ero indirizzata! Iniziò con il nuoto, ma non m’interessava più di tanto! Poi  ci fu la prova del pattinaggio, ma anche quello poco m’interessava! Alla fine pensò di farmi provare danza e mi portò a fare una lezione di danza classica, ma quando usci le dissi: “Mi piace ballare, ma non questo ballo: io voglio quello più movimentato” e mia mamma capì che intendevo il ballo moderno. Così è iniziato il mio approccio con la danza.

Camilla Bordonali
Camilla Bordonali

Per qualche hanno ho ballato danza moderna all’oratorio, poi l’insegnante che aveva visto in me delle qualità, disse a mia mamma che era meglio che frequentassi una scuola più professionale, che mi permettesse di approfondire le mie qualità. Così ebbe inizio il mio cammino sportivo.
All’ età di otto anni iniziai a ballare alla Academyc dance il modern jazz e mia mamma mi propose di vedere una lezione di rock and roll, visto che quella scuola era nominata proprio per quel ballo: il titolare, Diego Chiodoni, aveva vinto per sette volte il campionato mondiale. Decisi di vedere, anche se non sapevo nemmeno di cosa si trattasse, non avevo la minima idea di cosa significasse rock and roll, ma appena vidi l’allenamento e le prove che facevano i ragazzi me ne innamorai a prima vista e decisi di provare a ballarlo, anche se in realtà non avevo nemmeno il ballerino, ma  lo stesso mi fecero provare a fare delle basi!
L’insegnante Diego Chiodoni, quando terminò la lezione, disse: “Questa ragazzina ha stoffa, bisogna trovarle un ballerino. E così fu.
Iniziai a ballare con Pierre,che però non era molto portato e quindi venne presto sostituito da Luca: dopo circa sei mesi, nel 2006 iniziarono le mie prime gare di rock semi acrobatico in federazione  ed iniziarono ad arrivare i primi risultati: elenco solo alcuni dei più importanti negli anni:

Nel  2007 decisero di farmi partecipare alla formazione di rock tecnico e in quell’occasione abbiamo vinto il campionato Italiano: siamo quindi stati convocati per il mondiale che si e’ svolto in Germania, dove siamo arrivati terzi. E’ stata una delle più grandi emozioni che ho provato.
Nel 2008 ho iniziato anche le gare di show dance, e anche lì sono riuscita ad avere belle posizioni: ho vinto il campionato regionale sia di rock che di show dance, terza in coppa Italia di rock semi acrobatico e terza ai campionati Italiani.
Nel 2009 ho vinto il campionato Italiano, la coppa Italia e il regionale con il rock e sono arrivata in terza posizione in coppa Italia e prima al regionale di show dance.

Nel 2010 ho vinto il regionale, quarto  posto per la coppa Italia e il secondo al campionato Italiano.
Nel 2011 ho vinto il regionale di show dance e di modern jazz, in coppa Italia sono arrivata terza in show dance e al campionato Italiano quarta in modern jazz e settima in show dance. Nel  2012 ho vinto il regionale in rock tecnico, rock acrobatico, show dance, modern jazz e contemporaneo, sono arrivata terza nella combinata caraibica, ho vinto il campionato Italiano e italiano assoluto di rock tecnico e rock acrobatico, ho vinto la Super Coppa del Campionato Italiano, sono arrivata seconda al Campionato Italiano Assoluto, terza in coppa del mondo e ventisettesima al mondiale in show dance. In modern jazz mi sono piazzata al terzo posto al campionato Italiano e settima al campionato Italiano assoluto.

Questi  sono alcuni dei risultati ottenuti in questi anni, ma di competizioni ne ho fatte veramente tante, non le ho elencate tutte! Devo dire che per ottenere questi risultati bisogna fare veramente tantissimi sacrifici e intensi allenamenti: quando i miei coetanei sono in giro a divertirsi io sono in palestra ad allenarmi, per minimo cinque ore al giorno. E non esiste né sabato né domenica, ci si allena di continuo. Ora collaboro con più palestre e spesso vado a Genova, Cremona e Milano ad allenarmi. In più faccio parte di due gruppi spettacolo: uno è l’ Academyc dance e il secondo e’ quello dei Latin Brixia, della Brixia Dance School e spesso il sabato sera e la domenica sera facciamo le esibizioni nelle varie discoteche o feste.
Tutto questo riesco a farlo perché ho una forte passione per la danza sportiva, per  me la danza è vita e non vivrei se mi venisse tolta».

Proseguiamo ora con Valentina Volpi: «Fin da quando ero bambina, la mia passione è sempre stata la danza; già a due anni amavo ballare, ogni volta che sentivo la musica non resistevo alla tentazione di esprimermi in  piccoli passi.

Valentina Volpi
Valentina Volpi

All’età di quattro anni ho iniziato a frequentare lezioni di danza classica e successivamente di danza moderna: ero la più piccola di tutta la scuola! Inizialmente la danza mi piaceva, era per me un gioco di movimento e fantasia, mi trasportava in un mondo magico, quasi surreale.

Con il trascorrere degli anni intuivo che la mia passione cresceva: danzare non era più un gioco o un passatempo, la musica mi faceva sognare, liberare da ogni pensiero.

Ancora oggi, dopo tredici anni, ballare mi emoziona, mi dà gioia e tanta felicità. Salire sul palcoscenico e danzare per gli altri, ma soprattutto per me stessa, è qualcosa di unico e inspiegabile. È difficile da descrivere, solo una persona che lo prova può capirlo. Perché la danza per me è l’unica vera fonte attraverso la quale posso esprimere le mie più profonde sensazioni, anche quelle che non riesco a descrivere con le  parole. In ogni saggio, in ogni spettacolo è come se si ripetesse la magia del primo balletto; e così, come quando ero piccola, sento il cuore battere forte: l’attesa dietro le quinte, i minuti che precedono l’entrata in scena sono tesissimi. In quei pochi istanti la mente è in tilt, i mesi di lavoro, le ultime prove sembrano essersi volatilizzate; ma, appena la musica e le luci soffuse si accendono, non penso più ai passi e tutte le mie incertezze scompaiono. Ballo solamente, tutto intorno a me sparisce e provo una soddisfazione immensa.

Ho cominciato a fare anche concorsi di danza all’età di dodici anni, ho vinto molte borse di studio e durante l’estate vado a fare degli stage in cui imparo nuovi passi. La danza è un modo per scaricare tensioni.

Molte persone sottovalutano il duro lavoro della danza anche perché oltre a fare molte ore di allenamento, bisogna tenersi in forma; nel balletto classico è infatti richiesto un fisico magro e questo comporta delle rinunce nei piaceri della tavola. A volte è difficile, perché questa attività richiede tanto tempo e sacrifici, ma alla fine, se si riesce a ottenere un buon risultato e ad avere dei premi, tutto il duro lavoro viene ricompensato e resta la soddisfazione di perfezionarsi sempre più. Per me la danza è forza, amore, passione, è vita, è il rifugio nei momenti difficili, è gioia nei momenti felici. Personalmente penso che la passione possa portare in un mondo dove sia possibile esprimere se stessi, e la danza per me è espressione e sentimento».