GIANICO – Valcamonica 2a in Italia per morti di tumore: No Amianto

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Uno studio condotto dall’Università di Tor Vergata ha collocato la Valcamonica in seconda posizione nella classifica delle località dove si registra il maggior numero di morti di tumore. Ed il Comitato No Amianto con forza contrasta il progetto del nuovo impianto di trattamento e intertizzazione dell’amianto, impianto che dovrebbe essere realizzato a Gianico, nella zona delle ex ferriere Scabi.

V gianico no amiantoPiù di 20mila sono state le firme raccolte dal comitato, ma nonostante gli appelli dei cittadini e di numerosi sindaci camuni la Regione Lombardia non dà segni: l’iter sembrerebbe essersi bloccato, ma tra i cittadini c’è il dubbio che questo stop non significhi abbandono del progetto ma sia semplicemente una sosta temporanea dovuta alle elezioni. La preoccupazione, dunque, rimane, soprattutto anche perché, come hanno fatto sapere i membri del Comitato,  il progetto prevede per l’impianto blande forme di controllo, di modo tale che tutto sarebbe nelle mani del gestore.

Il progetto prevede la realizzazione di una struttura in cui verranno lavorare 96mila tonnellate di amianto all’anno, destinato ad essere trasformato in materiale inerte da utilizzare nei modi più svariati. Tuttavia, circa il 40% del peso iniziale sarebbe destinato a disperdersi nell’ambiente circostante, a volatilizzarsi. Se il progetto troverà concretezza, dunque, importantissimi saranno gli strumenti finalizzati a garantire la corretta intertizzazione e altrettanto fondamentali dovrebbero essere i controlli.

A dire no a questa immensa struttura in Valcamonica sono non solo i cittadini ed i membri del Comitato, ma anche le istituzioni, compresa la presidenza della Comunità Montana. Come si legge su Brescia Today, Domeneghini, un membro del Comitato, ha spiegato: “Ci sono tanti soldi, e tantissimi interessi dietro al progetto ex Scabi. Soldi e interessi che da noi valgono come pericoloso precedente, questo è il modo d’essere dell’ultima Italia, questo è il modo d’essere del tanto vantato modello lombardo. E già si parla della movimentazione, del movimento terra, delle connivenze con la ‘ndrangheta. In fin dei conti, non ci viene a mancare proprio nulla”.