LONATO – A Maguzzano nuove rilevazioni sul cono ottico dell’Abbazia

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Ottomila metri quadrati per quindici unità abitative con annessa piscina: è questo il progetto autorizzato dal Comune di Lonato vicino all’Abbazia di Maguzzano. Progetto inviso a molti, dalle associazioni ambientaliste agli stessi monaci, che stanno raccogliendo il materiale necessario per fermare sul nascere la costruzione.

G abbazia-maguzzanoGià in data 28 Novembre 2012 il gruppo Consiliare di ViviAmo Lonato aveva presentato all’Ufficio Tecnico del Comune di Lonato la richiesta di accertare se l’area adibita all’edificazione “Dimore di Giglio” corrispondesse effettivamente ai mappali interessati all’intervento. L’Abbazia di Maguzzano è tutelata da vincoli ambientali e storici che salvaguardano anche il suo “cono ottico”, cioè la vista panoramica che da essa si ha. Da una valutazione effettuata sul luogo, la fotografia presentata per ottenere il via libera ai lavori (la famigerata fotografia nr. 06)  appariva infatti fuorviante. In data 4 marzo 2013,  il Dirigente dell’Area Tecnica ha così risposto: “La posizione del fabbricato oggetto, indicata con la freccia rossa nella foto 06 allegata alla Relazione Paesaggistica facente parte della documentazione tecnica, risulta errata in quanto la posizione corretta è quella indicata dalla freccia nera segnata nella fotografia panoramica allegata alla presente”. L’osservazione fatta dai consiglieri di minoranza risulta pertanto essere veritiera. Sulla base di ciò, è stato richiesto che la pratica edilizia sia annullata, in quanto i pareri favorevoli si sono fondati su una fotografia fuorviante.

“Oltre ai vincoli ambientali ne esiste un altro – ha aggiunto il consigliere di minoranza D. Carassai – quello di inedificabilità sui terreni venduti nel 1938 dall’Opera Don Calabria, che prevedeva il consenso dell’Abbazia per poter costruire”. All’epoca ciascun acquirente firmò, davanti a un notaio, un vincolo secondo cui non era possibile costruire se non dopo avere ottenuto il consenso da parte dell’istituto fondato da don Calabria. Il documento è disponibile nell’archivio dei frati che hanno ribadito, com’è nel loro diritto, l’opposizione al nuovo residence.