GARDA – Accettare e gestire la presenza degli orsi

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Sembra un triste monito la notizia letta su tutti i giornali riguardante la presenza dell’orso ‘italiano’ che era stato abbattuto in Svizzera, dove aveva sconfinato dopo il letargo. Risulta quindi molto difficile la convivenza con questi splendidi animali e altrettanto difficile la gestione della situazione da parte delle autorità pubbliche.

a ORSOIl ‘problema’ gardesano riguarda le due sponde del lago, ma anche Ferrara di Monte Baldo e Sermerio di Tremosine, dove gli orsi si sono insediati ormai da anni. L’orso bruno, presente sull’arco alpino, era stato vittima di una inesorabile riduzione, ma nel 1999, in seguito ad un finanziamento dell’Unione Europea, è stato avviato dalla Provincia di Trento e dal  Parco Adamello Brenta il progetto ‘Life ursus’ per il ripopolamento dell’orso nelle Alpi centrali.

In seguito ad un buon adattamento degli animali in questo territorio sono nati 38 cuccioli da 10 esemplari immessi (3 maschi e 7 femmine provenienti dalla Slovenia). Nelle Alpi centrali la colonia è rappresentata da 33 esemplari di cui 15 maschi, 13 femmine e 5 indeterminati. Sulle sponde del Garda si sono adattati 2 esemplari; uno, il cui nome in codice è M11, ha 2 anni e l’altro, M4, ha 5 anni. Il sindaco di Avio, Sandro Borghetti aveva chiesto la rimozione degli orsi per evitare impatti negativi sul turismo e sulle attività agro-pastorali, mentre il sindaco di Ferrara di Monte Baldo, Paolo Rossi, ha accettato la presenza dell’orso in quanto lo considera un valore aggiunto e certifica la salubrità dell’ambiente, ma al tempo stesso teme possa creare problemi al turismo. Non chiede pertanto la ‘rimozione’ ma che venga tenuto sotto controllo il numero degli esemplari.

É stato creato un ‘mini-corso’ in due lezioni nella sede dell’istituto Olivelli di Salò per aiutare a capire e gestire la convivenza con gli orsi senza leggerezza ma anche senza paure irrazionali. Il seminario è stato organizzato dalla Comunità montana Parco Alto Garda ed è destinato agli insegnanti. Prevede lezioni e laboratori didattici per organizzare le attività di conservazione e per insegnare come gestire il rapporto tra uomini e la specie per una convivenza in armonia.