BRENZONE – Il Comune vuole salvare e valorizzare l’impianto di Prada

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Sul caso del salvataggio degli impianti di risalita in Lessinia, il sindaco del Comune di Brenzone, così come quello di San Zeno di Montagna, finora si era chiuso nel silenzio, astenendosi dalle polemiche scoppiate negli ultimi giorni. Ma ora ha deciso di rompere il silenzio, amareggiato e deluso per non essere stato minimamente considerato.

In particolare ha replicato alle parole di Giovanni Miozzi, il presidente della Provincia che, nei giorni scorsi, alla proposta del presidente di Federalberghi Garda Veneto Corrado Bertoncelli di pensare a un sistema funiviario del Baldo tra ‘vicini di casa’, appunto Malcesine e Prada, invece che ad accorpamenti di società tra impianti di San Giorgio e quelli di Malcesine, aveva replicato definendo “improbabile” l’accordo tra funivia del Baldo e Prada-Costabella.

Brenzone impianti
Il sistema funiviario del Baldo

Alla voce del sindaco di Brenzone Rinaldo Sartori si è unita quella del primo cittadino di San Zeno di Montagna Graziella Finotti: “Ci dispiace apprendere che Miozzi ritenga l’intesa di Malcesine con Prada un’idea già bocciata. Noi questo patto tra i due impianti lo desideriamo davvero e cerchiamo di portarlo avanti ormai da più di tre anni, ma abbiamo trovato resistenze ovunque. Ci dispiace in particolare che proprio il presidente della Provincia, che ha tanto a cuore le sorti della Lessinia, affermi al contrario che non c’è possibilità di accordo per Prada. Proprio su questi problemi tempo fa abbiamo chiesto un incontro con lui senza avere risposta. Questo ci fa sentire veramente Comuni di serie B. Eppure la nostra funivia è in attivo e ha portato sulle cime del Baldo quasi 50mila visitatori anche quest’estate. Il nostro problema non è quello di ripianare i debiti, ma quello di ricostruire la funivia”.

Il prossimo agosto infatti scadrà la vita degli impianti di risalita di Prada, che dovranno chiudere in via definitiva a meno che non si riesca ad ottenere i finanziamenti, visto che ulteriori proroghe sembrano improbabili. Per sostituire bidonvia e seggiovia con un impianto unico servirebbe una cifra enorme, di circa 10 milioni di euro, senz’altro difficili da reperire in un periodo di ristrettezze economiche come quello attuale. Il presidente della Provincia aveva fatto riferimento, per il reperimento dei fondi necessari, a una possibile finanza di progetto per i nuovi impianti di Prada. Una sorta di progetto di project financing su cui Brenzone è in linea di massima concorde, ma su cui San Zeno di Montagna rimane invece scettico per il rischio dei lunghi tempi di realizzazione. Il sindaco di Brenzone, Rinaldo Sartori, ha aggiunto: “La Provincia ha dato contributi alla Lessinia, sta lavorando da mesi per convincere Malcesine ad acquisire una società funiviaria carica di debiti e a rischio di chiusura, mentre a noi si limita in sostanza a dire: rivolgetevi ai privati”.

I due primi cittadini chiedono alla Provincia, così come a Camera di Commercio e Regione, un supporto istituzionale ed economico. In primo luogo chiedono un tavolo tecnico per discutere della questione che coinvolga tutti i Comuni interessati, in secondo luogo una convocazione dal presidente della Funivia di Malcesine Stefano Passarini.

“Aiuti o non aiuti – concludono i due sindaci – noi comunque andremo avanti ugualmente e continueremo a batterci per il salvataggio e la valorizzazione di Prada”.