LONATO – “L’ultima Luna Garda by night” per il disagio giovanile

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Il film “L’ultima Luna – Garda by night” si configura come un’iniziativa che gode del patrocinio del Comune di Lonato del Garda e del Dipartimento nazionale di Giustizia minorile che mira a far riflettere i giovani sulle conseguenze dei loro gesti e sul valore della vita. Si tratta di un film che, raccontando in disagio giovanile, si prefigge l’obiettivo di prevenirlo.

Il trailer del film, il cui lavoro si concluderà tra una decina di giorni, è stato presentato lo scorso giovedì, il 7 marzo, a Lonato del Garda, in Sala Celesti, alla presenza di autorità, attori e collaboratori, comparse, stuntman e sponsor. Hanno collaborato al progetto anche la Polizia locale, l’associazione Lonato Emergenza e la protezione civile, la Casa famiglia Rama.Dan di San Tomaso e la struttura ospedaliera “Madonna del Corlo” di Lonato. L’iniziativa gode inoltre del sostegno dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada.

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Una scena del film

“Il regista gardesano Alberto Moroni ci ha chiesto la collaborazione per questo film che tratta di un argomento importante come il disagio giovanile nella nostra zona, il Basso Garda – ha detto l’assessore alla Cultura Valerio Silvestri –. Un tema molto delicato e di attualità a cui sia l’Assessorato alla Cultura che quello ai Servizi sociali del nostro Comune dedicano attenzione ed energie, attraverso attività di prevenzione. Ci auguriamo che film come questo possano servire a evitare le tragedie che le scene proposte nella finzione cinematografica ci mostrano. Questo è uno dei tanti progetti. Come amministrazione, siamo aperti ad altre collaborazioni nel settore della prevenzione e nell’interesse dei giovani”.

“Non c’è un’intenzione moraleggiante nelle immagini che racconto nel film ‘L’Ultima Luna’ – ha spiegato il regista Alberto Moroni –; senza dubbio c’è però tanta voglia di fare una radiografia oggettiva all’universo giovanile, ponendo un occhio di riguardo proprio sulla dimensione nottambula, in particolare gardesana. Dimostrando che in mezzo a tanti angoli bui, c’è sempre un’occasione per ritornare a galla, basta saperla cogliere”.

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Una scena del film

“È un film nato per infondere speranza. Vogliamo sperare nel futuro e nel bene dei giovani. Il cinema è una mezzo di comunicazione efficace tra più generazioni ed è il dialogo tra adulti e giovani il ‘rimedio’ che può aiutare a prevenire il disagio e i mali di questa società malata e stanca. Nel realizzare questo progetto la vecchia e la nuova generazione hanno collaborato, registi e giovani attori insieme per portare al pubblico un messaggio positivo, di fiducia nel domani”: questo quanto dichiarato da Umberto Napolitano, cantautore e sceneggiatore che ha accolto l’idea del regista Moroni per curarne la sceneggiatura e la colonna sonora.

Tutto nasce da un’idea, una sera, di fronte a una luna misteriosa: Alberto Moroni, attore e produttore cinematografico, fondatore della ‘Garda Produzioni Film’, da genitore vede come molti giovani buttino via le proprie vite, talvolta in modo irreparabile. Ed un giorno, parlando con il suo amico e collega Luca Raffaelli, trova una soluzione: cinema e televisione riescono a comunicare meglio con i giovani e portano loro messaggi più diretti e comprensibili. Nasce da qui l’idea ‘L’Ultima Luna’, un film dai colori e temi forti, dai contenuti ad alto impatto sociale, con lo scopo di mostrare ai giovani le conseguenze dei loro gesti. Alberto è entusiasta del progetto: ne parla con molti amici, trovando interesse e sostegno da parte di tanti.

Il progetto di ricorrere al cinema per raccontare il disagio giovanile e lanciare messaggi ai ragazzi viene presentato il 27 giugno 2012 a Castiglione delle Stiviere, sul mantovano, nell’ambito di unc onferenza. La speranza, ha commentato il regista Alberto Moroni, “è che questo lavoro abbia un’azione educativa immediata sui più giovani e serva agli adulti per capire cosa significa il disagio giovanile. È un film ad alto impatto sociale, che tratta tematiche forti quali l’abuso di droghe, alcol, gare clandestine, violenze e abbandono di minori, in un contesto sociale dove vige la legge del più forte. Vogliamo dimostrare che non tutte le porte della speranza sono completamente chiuse e che esiste sempre, per ognuno, la possibilità di risollevarsi”.

Di seguito la trama del film:

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Gli attori in una scena

Una luna piena, contornata da nubi che l’attraversano coprendola in parte, fa da cornice alla storia che sta per cominciare. Da essa si staccano due figure nere a cavallo, che puntano galoppando verso la terra, verso il lago di Garda, per atterrare su una collina predominante un casolare diroccato nel quale si sta svolgendo un Rave-party. Uno dei cavalieri è una giovane e splendida fanciulla vestita di bianco e l’altro è un uomo imponente, anziano ma non decrepito, vestito di nero. I loro abiti sono di altra epoca: i due rappresentano il Bene e il Male. Qui comincia la storia: mentre a piedi scenderanno per raggiungere il casolare illuminato da luci psichedeliche i loro abiti da “antichi” si trasformeranno in “personaggi attuali” e i due appariranno in seguito varie volte nello scorrere dei fatti, come osservatori degli eventi, senza mai intervenire. Il loro compito sarà solo quello di annotare quanto accadrà per riferire e farci comprendere alla fine se il mondo potrà salvarsi e guardare a un futuro migliore o sarà destinato a precipitare verso una fine irrimediabile per il sopravvento definitivo del Male sul Bene.

Attraverso gli occhi dei due giudici imparziali assisteremo a un viaggio crudo e reale nel mondo dei giovani, analizzandone disperazione e aspirazioni, debacle e sogni di riscatto, a margine di una società allo sbando e ormai con poche regole che, per meglio sopravvivere, proprio sulle disgrazie e le carenze di questi giovani specula, aumentandone il disagio e i pericoli. Le varie generazioni, giovani e meno giovani, mai come ora, condividono, anche se con reazioni diverse, il caos e lo sbando che li accomuna in una caduta quasi senza ritorno. Eppure, proprio nei giovani sono rivolte le maggiori speranze, perché, se staccati dal branco, singolarmente sono ancora recuperabili: hanno bisogno di aiuto per poter, a loro volta, aiutare i loro stessi soccorritori.

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Una scena del film

La trama del film si svolge nell’arco di circa un mese, il tempo di una luna. Lo spettatore vivrà quindi l’intreccio di varie storie “difficili” che, però, andranno a risolversi in modo positivo e si chiuderanno con una grande festa organizzata alla Casa Famiglia sul lago di Garda, con la presenza di vari personaggi che si esibiranno per i giovani e la festa si concluderà con una canzone cantata da un uomo accompagnato dalla sua chitarra. Quest’uomo prima racconterà ai presenti i tanti sogni e buoni propositi, di un tempo e di una certa generazione, nel creare le premesse per un mondo migliore, sogni che si erano persi nel vento… Egli inviterà tutti a cercare quelle parole, a rimetterle insieme, per provare a volare insieme verso un mondo migliore, con più amore e meno violenza. Accennerà a un pezzo di Bob Dylan, “Blowing In The Wind”.

Mischiati fra il pubblico troveremo i giudici che hanno seguito da spettatori tutti gli avvenimenti, il Bene e il Male. A un certo punto il Bene si alzerà e canterà insieme all’uomo, con una voce angelica, l’inciso della canzone creando un’atmosfera di grande emozione. In quel momento partirà il brano colonna sonora di chiusura e il Bene si avvicinerà al Male, la cui espressione sembrerà addolcita. Lo prenderà per mano e insieme si allontaneranno. Usciranno all’aperto dirigendosi verso i loro cavalli. Il volto della fanciulla si “invecchierà” dolcemente, come per significare che anche lei è cresciuta alimentata dall’amore. I loro abiti torneranno antichi e, balzati sui loro destrieri, voleranno verso la luna per annunciare che quella per l’umanità non sarà l’ultima luna… c’è sempre una possibilità di riscatto, basta saperla cogliere.