LUMEZZANE – Ultimi posti per Silvio Orlando con “Il nipote di Rameau”

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(Update 8-3 h 17,10) Ci sono ancora pochi posti disponibili per lo spettacolo. La biglietteria del teatro (via Marconi, tel 030.820162) è aperta dalle 18,30 alle 19,30 per le ultime prevendite.

(8-3 h 7,30) E’ atteso martedì 12 marzo alle ore 20,45 al teatro Odeon di Lumezzane Silvio Orlando per lo spettacolo “Il nipote di Rameau” di Denis Diderot. L’evento è in programma nell’ambito della stagione di prosa del teatro promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune. L’ingresso è di 20 euro, ridotto 17 e gli eventuali biglietti residui saranno disponibili la sera dello spettacolo dalle 20. Capolavoro satirico della seconda metà del Settecento “Il nipote di Rameau” di Diderot è la parabola grottesca di un cortigiano convinto, amorale per vocazione, musicista mancato, che vive di espedienti.

Silvio Orlando2L’opera è concepita come un dialogo immaginario fra l’autore stesso e Jean-François Rameau, nipote del famoso musicista Jean-Philippe Rameau. Nella conversazione, ambientata al Café de la Régence nel 1761, Rameau espone la sua filosofia universale. L’uomo non fa mistero della propria immoralità e del ruolo di “parassita del potere”, cortigiano minore tra gli altri cortigiani che mangiano alla tavola delle ricche famiglie di una Parigi settecentesca, piccola e pettegola.

La sua assenza di pudore è imbarazzante, la sua concezione della vita è ristretta a pura funzione fisiologica e si riassume nel trovare da mangiare e andar di corpo. Con cinismo scevro da ipocrisie smaschera la corruzione della società mentre parla di musica e di belle cantanti, di mantenute e di signori che accumulano ricchezze e nefandezze, di abati che si riempiono la pancia, poeti che si arrabattano e letterati che sparlano. Le sue posizioni, in bilico fra sublime e volgarità, paradosso e verità, sovvertono i valori morali di Diderot, sostenitore di una condotta etica, attraverso un continuo rovesciamento di prospettive.

Il confronto tra i due si sviluppa in modo dialettico, a tesi contrapposte: se la felicità per l’uno sta nell’altruismo, l’altro dimostra che nella realtà molti onesti sono infelici e i disonesti felici. Nessuno dei due avrà la meglio: se non c’è un vinto né un vincitore, resta solo un gustoso e brillante confronto, sempre valido per un’umanità avvezza a comportamenti simili. Insieme a Jacques il fatalista, “Il nipote di Rameau” è uno dei libri più memorabili e divertenti non solo di  Diderot, ma di tutto il Settecento francese. Silvio Orlando, regista e protagonista dell’adattamento teatrale (firmato con Edoardo Erba) trasforma l’arguto pamphlet in una messa in scena in abiti moderni, per riflettere sul ruolo dell’intellettuale nel mondo moderno, sulla sua presunta autonomia e incorruttibilità, sulla differenza fra cultura popolare e d’élite, sulle ipocrisie e le ambiguità della nostra società. Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni novanta, le sue contorsioni intellettuali assumono oggi nuovo impatto e nuovi motivi di amaro divertimento. In scena accanto a Silvio Orlando recitano Amerigo Fontani e Maria Laura Rondanini. Musica dal vivo eseguita al clavicembalo da Luca Testa. Scene di Giancarlo Basili, costumi di Giovanna Buzzi.