PONTOGLIO – Tutto può essere arte, Gianluigi Bertoli forma le idee

0

Nella sua opera, arte e natura si confondono, attraverso ciò che la natura e in particolar modo i campi gli offrono, Gianluigi Bertoli, crea opere d’arte che sembrano essere un ponte tra la tradizione e il presente.

scarfoiLa passione e la creatività guidano Bertoli, che riesce a trasformare gli scarfoi (foglie secche della pannocchia) in abitini, oggetti e corpi, per realizzare dei soggetti che rappresentano la vita nei campi di una volta. Con delle noci crea le teste e con dei fagioli i piedi delle sue figure curate nei minimi dettagli, pezzi unici e inconfondibili. Tra tutte le rappresentazioni, quella che gli sta più a cuore è la rappresentazione di un ambiente a lui famigliare: la nonna che vicino al fuoco si sta intrecciando i capelli per poi formare un cucù. “I miei genitori erano agricoltori: l’ambiente di campagna è parte di me – spiega -, i miei nonni mi hanno sempre raccontato come vivevano. Non l’ho vissuto, ma ho provato ad immaginarlo e a concretizzarlo. Era un mondo migliore, si aveva materialmente di meno, ma c’erano più valori e più rispetto”.

Una sorta di malinconia quindi è ciò che guida Bertoli nel suo lavoro, infatti fa anche parte dell’associazione pèontogliese “la Vecchia Fattoria” il cui intento è celebrare e ricordare sempre le vecchie tradizioni. “Stiamo già lavorando per la festa pontogliese della Trebbiatura – continua Bertoli – quest’anno si terrà dal 21 giugno all’1 luglio: sarà l’ottava edizione. Per questo saldo appuntamento ho realizzato borse e ciabatte con gli scarfoi: proprio come si usavano una volta”.

Il carpentiere-artista di Pontoglio ha però un grande sogno: «Mi piacerebbe che un domani questo mio hobby diventasse la mia professione (per ora ho realizzato 180 bomboniere di nozze per una coppia di amici), ma so che non è semplice. Quello che faccio è tutto a tempo perso: quando torno dal lavoro mi metto in taverna e comincio a dare forma alle idee, senza far schizzi o disegni. Mi piace quello che faccio, anche perché sono affiancato dai miei figli».