E intanto la gente muore

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Pochi giorni fa un artigiano del Veneto è entrato in banca e ha sparato al direttore che non ha concesso il finanziamento alla sua azienda.

1Oggi, a Perugia, un altro è entrato negli uffici della regione e – per le stesse ragioni – ha sparato a due impiegate, mentre a Firenze un 60enne si è dato fuoco perché ha perso il lavoro.

E’ di qualche ora fa la notizia che David Rossi, 50enne capo della comunicazione di Mps, seppur non indagato, si è tolto la vita gettandosi da una finestra dell’istituto in cui lavorava: qualche giorno addietro gli erano state perquisite l’abitazione e l’ufficio nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto il Monte Paschi di Siena.

In un ufficio postale di Milano – sempre in giornata – è stata rinvenuta una busta con dentro un proiettile e una lettera sgrammaticata dichiarata, però, poco attendibile dagli inquirenti.

Sarà. Ma questi episodi – sommati a quelli dei mesi scorsi – sempre costellati di tentativi di suicidio da parte di lavoratori e imprenditori che hanno perso il lavoro mi fanno pensare che la relazione presentata dai servizi d’intelligence al Parlamento, in cui si parlava di altissima tensione sociale, con possibili sviluppi violenti, è più che fondata.

E i dati sulla contrazione dei consumi delle famiglie su livelli del 2004, sulle vendite di auto crollate ai livelli degli anni settanta, sugli stipendi italiani inferiori del 14% rispetto alla media europea, sul 65% delle famiglie italiane che non riescono più a pagarsi le spese mensili per sopravvivere mi fanno davvero pensare che la situazione sta arrivando al collasso.

E i politici fanno tatticismi degni di strateghi da strada, sulla pelle degli italiani, che intanto muoiono di disperazione sociale.